Prove di DAB+

Non so il perché, ma il sistema di trasmissione DAB (128 kbit/s MP2), Digital Audio Broadcasting, poi diventato DAB+ (AAC+), mi ha spesso incuriosito, ma non mi ha mai esaltato al punto di spingermi a dotarmi di un sintonizzatore stereofonico dedicato a questo sistema di trasmissione. Teniamo presente che nella mia vita di appassionato di audio sono stato scottato nel passato dal sintonizzatore satellitare audio ADR (Astra Digital Radio) e dal registratore DCC (Digital Compact Cassette), che ben presto, dopo un avvio trionfante, andarono fuori mercato. Ho quindi, con molta cautela, acquistato anni fa una radio monofonica (stereo in cuffia) della Pure, modello One Flow (FM/DAB+/WebRadio), ma probabilmente l’ho usata più per le WebRadio che per il resto. Tra l’altro questo dispositivo al momento è quasi inservibile, poiché la plastica di cui è composto il contenitore è diventata un ammasso appiccicoso, ormai pieno di polvere, ma questa è un’altra storia.

Al di là di tutto, ho avuto la percezione che in Italia il DAB/DAB+ non sia visto dall’ascoltatore medio come un’esigenza primaria. In fondo il servizio in FM si difende ancora egregiamente, anche se la modulazione di frequenza in alcune zone ha problemi di sovrapposizione di frequenze e altre magagne tipiche delle modulazioni analogiche. D’altro canto il DAB+ (174,928 – 239,200 MHz) non ha generato uno switch off come nel caso delle trasmissioni televisive, ma è presente contemporaneamente all’FM (87,5 – 108 MHz) e quindi l’acquisto di un sintonizzatore DAB+ non è una necessità, ma un’opzione. Senza dubbio un altro problema che frena gli acquisti è la copertura del segnale DAB+ che in Italia è a macchia di leopardo. A peggiorare il tutto, ho assistito al progressivo abbassarsi dei bitrate, tanto che nella zona di Torino le emittenti utilizzano da un minimo di 32 kb/s a un massimo di 96 kb/s, chiaramente per caricare a bordo di ogni pacchetto un numero sempre maggiore di emittenti. Pur considerando l’ottima efficienza del CoDec AAC+ credo che i bitrate siano un po’ troppo bassi per le esigenze dell’ascoltatore smaliziato ed esigente, ma questa è la mia umile opinione. Detto ciò e confermando la mia opinione di non voler acquistare per il momento un sintonizzatore dedicato, mi sono voluto lanciare in un esperimento dove ho coinvolto l’impianto “bello” di casa e il PC (dotato di un pennino per la ricezione Radio & TV).

Ho installato il driver per questo dispositivo e il software in dotazione, ma per la ricezione DAB+ ho installato il software DAB Player di Andreas Gsinn, che fornisce una serie di dati molto importanti, oltre alla parte visiva compresa spesso nel segnale, quando si voglia scendere in analisi dal punto di vista tecnico. Ho collegato il pennino ad un’antenna esterna, nella fattispecie un dipolo verticale autocostruito, non calibrato sulle frequenze DAB+, ma per fare un’umile prova si è rivelato più che sufficiente. Prossimamente realizzerò 2 rami del dipolo con le lunghezze calcolate sulle mie esigenze.

Volendo preservare il segnale nel dominio digitale l’ho inviato tramite USB alla scheda Behringer UCA222 (in questa vecchia foto che segue), che ha in dotazione una uscita digitale ottica S/PDIF via Toslink.Tramite un cavetto ottico (smistato da una centralina ottica a 6 vie che gestisce tutto il mio impianto) ho raggiunto il mio buon convertitore AD (ma anche DA) Behringer SRC2496 Ultramatch Pro.

Da qui sono andato all’amplificatore Pioneer A-8 (vintage attualmente rimesso in servizio) e quindi ai miei adorati diffusori Indiana Line Diva 655. Sono passato quindi all’ascolto, specialmente, dei canali a più alto bitstream. La sensazione globale è interessante, anche se a tratti mi sembra che il suono manchi di corposità, complici forse i bitrate a mio umile modo di vedere un po’ bassi. Nella maggior parte dei casi ho constatato che in trasmissione si utilizza spesso una compressione esasperata che mortifica la dinamica del segnale, ma questo è un vecchio problema anche in FM. Farò sicuramente nuove prove, per cui questo articolo è da considerare un primo abbozzo, giusto per gradire. MI ripropongo di fare dei miglioramenti all’accrocchio e di relazionare quanto prima. A coloro i quali volessero lanciarsi in un’avventura di questo tipo, non mi rimane che augurare un buon lavoro! 😉

Dolby® Pro Logic II compatibile

Dopo l’arrivo sul mercato dei sistemi di decodifica multicanale Dolby® Digital e dts® il formato analogico multicanale Dolby® Pro Logic II ha perso un po’ di interesse da parte degli appassionati, ma, secondo la mia umile opinione, ha ancora molto da raccontare.

Indubbiamente Dolby Digital® e dts® hanno il vantaggio di lavorare in digitale e di avere i canali discreti, ma la codifica Dolby® Pro Logic II ha l’indubbio vantaggio di poter “viaggiare” sui consueti 2 canali analogici della stereofonia, grazie alla codifica/decodifica di tipo matriciale.

Questo discorso è molto interessante in quanto le sorgenti audio sono quelle consuete che già possediamo e quindi sostanzialmente evitiamo un ulteriore esborso per nuovi dispositivi. Chiaramente sarà necessario, a valle, un decoder per “riaprire” tutti i canali dell’incisione originale. Va subito detto che la codifica matriciale comporta una perdita nella separazione dei canali, ma ce ne faremo una ragione, dal momento che i vantaggi che ne deriveranno faranno passare in secondo piano questo aspetto. Tutte queste codifiche/decodifiche sono coperte da brevetto e hanno un certo costo che, spesso, per l’appassionato che voglia fare sperimentazione, costituiscono un aggravio economico non indifferente. Nello specifico questo articolo è orientato alle trasmissioni quadrifoniche, che possono avere un grosso contributo da questa codifica analogica. Infatti essendo il segnale, a codifica avvenuta, solamente stereofonico, non dovremo modificare dal punto di vista hardware i nostri trasmettitori/ricevitori. In poche parole con questo sistema si riesce a far entrare i 4 (volendo anche 5) canali nei soliti 2. Questo fatto ha grande importanza quando si vuole trasmettere un segnale multicanale analogico, nel nostro caso quadrifonico, in FM, WebRadio o qualsiasi altro sistema di trasmissione stereofonico. Fortunatamente esistono software per la codifica e la decodifica che non violano brevetti, ma fanno sostanzialmente la stessa cosa in modo diverso. Saranno quindi oggetto di questo articolo la codifica di materiali quadrifonici con AudioMuxer e la decodifica, che può avvenire sul PC (per esempio ascoltando una WebRadio) con Foobar2000 dotato di plugin DSP FreeSurround, oppure tramite il decoder Dolby® Pro Logic II dell’amplificatore Home Theater (Per la ricezione per esempio in FM stereo).

Cominciamo a codificare alcuni files quadrifonici con AudioMuxer. Dopo aver lanciato il programma, li selezioniamo, mettiamo una spunta su “Remix” e selezioniamo “to Stereo Dolby PLII” dopo di che premiamo il bottone “Return”.

Per ottenere la migliore qualità, suggerisco di lavorare sempre in .wav. Una volta ottenuti i files codificati questi sono pronti per la trasmissione. Tanto per fare un esperimento, provate a inviare questi files audio a un micro-trasmettitore FM stereo e a ricevere con un sintonizzatore FM stereo collegato (per esempio all’ingresso videoregistratore, VCR) a un amplificatore Home Theater dotato di decodifica Dolby Pro Logic II®. Il risultato sicuramente vi stupirà …

Per coloro che hanno un PC dotato di una scheda multicanale, interna o esterna che sia, è possibile, sia l’ascolto di files codificati, che l’ascolto di WebRadio che si avvalgano di questo tipo di codifica. Ho già affrontato la configurazione della scheda audio multicanale in un’altra pagina, per cui non mi dilungherò oltre. E’ possibile la decodifica, compatibile con il Dolby® Pro Logic II, tramite il plug-in DSP “FreeSurround” (foo_dsp_fsurround.dll) opportunamente innestato e configurato sul Foobar2000. Al seguente link è presente la documentazione di “Free Surround” (con anche il plug-in, un file di prova e i sorgenti). Una volta in possesso del file foo_dsp_fsurround.dll questo andrà collocato nella cartella “components” del programma Foobar2000. A questo punto andate su “Library” ==> “Configure” ==> “Playback” ==> DSP Manager e selezionate con un doppio click “FreeSurround”. Comparirà il DSP nella finestra. Fate click destro e selezionate “Configure FreeSurround”. Vi troverete al cospetto della figura di cui sotto, dove potrete fare tutte le regolazioni che vi aggradano. A questo punto potrete passare all’ascolto, sicuri del fatto che la decodifica verrà fatta in tempo reale. Dopo aver completato queste operazioni, non sarà quindi necessario utilizzare il decodificatore hardware dell’Home Theater, dal momento che alle uscite multicanale della scheda audio saranno presenti tutti i canali decodificati, che dovranno essere semplicemente amplificati. 

Suggerisco, per l’ascolto quadrifonico, di utilizzare la “Speaker configuration 4.1 (surround)”. Opzionalmente, se avete il subwoofer, potete mettere la spunta su “Redirect bass to LFE (.1) channel” scegliendo nella parte bassa della finestra gli estremi in frequenza dell’intervento.

Ascolto in Quadrifonia (Radio)

Negli anni ’70 ci furono alcune emittenti che si lanciarono nell’impresa di trasmettere in quadrifonia in FM, cosa che purtroppo nel giro di pochi anni andò, come tutta l’avventura a 4 canali, incontro al fallimento per un insieme complesso di cause. I primi tentativi di trasmissione quadrifonica di cui abbiamo traccia utilizzarono l’accoppiamento di 2 emittenti FM stereofoniche e quindi, per la ricezione, l’uso contemporaneo di 2 sintonizzatori su due frequenze diverse, in cui una stazione trasmetteva i canali frontali e un’altra i canali posteriori. Come è facile immaginare non poteva essere questa la soluzione, poichè era necessario che il segnale radiofonico in quadrifonia fosse unico, anche per motivi di occupazione della banda radio. Conseguentemente nelle trasmissioni vennero utilizzati diversi sistemi, tra cui il Quadraplex (discreto, 4:4:4) di Louis Dorren, anche se probabilmente ebbe maggior successo la codifica matriciale 4:2:4 con varie interpretazioni da parte delle aziende produttrici di apparecchiature e di supporti audio. La trasmissione discreta dei 4 canali è quella che garantisce la separazione migliore tra i canali e quindi è da preferire, tuttavia necessita di ricevitori specifici. Strada più facile ha avuto la codifica matriciale dove un encoder “compatta” i 4 canali in un segnale stereofonico che può essere normalmente trasmesso. La ricezione può essere fatta con un altrettanto normale sintonizzatore stereofonico, con l’accortezza di collegare, all’uscita audio di questo, un decoder che dai 2 canali estragga il segnale quadrifonico di partenza. Il problema è che questa operazione crea alcuni problemi in merito alla separazione tra i canali, in dipendenza anche della sofisticazione del decodificatore, comunque tali da non pregiudicare una buona fruizione del sistema. In linea di massima una registrazione così codificata può essere trasmessa con le normali attrezzature di una emittente stereofonica e l’ascoltatore con sintonizzatore e decoder può fruire della quadrifonia. I sistemi di codifica più utilizzati sono stati SQ, QS e Matrix H. In merito a questa tecnica, ho fatto un piccolo esperimento di trasmissione quadrifonica con un micro-trasmettitore FM stereo e con materiale audio con codifica QS. Fortunatamente per noi appassionati le due WebRadio, Radio Max Music ed EZMax, ogni tanto effettuano trasmissioni quadrifoniche codificate quasi sempre in QS, di cui mi premuro di dare avviso, con buon anticipo, nei miei due gruppi “Quadrifonia” e “WebRadio Tecnica“.

Nelle immagini a seguire mostro la ricezione delle 2 emittenti indicate sopra, per mezzo di Foobar2000. Come è facile notare la ricezione è basata sui classici 2 canali stereo, però, come ho gia affermato, codificati QS.

Basterà collegare all’uscita stereo dal PC un decoder QS per poter fruire della trasmissione. Tuttavia è noto che trovare un decoder QS dei tempi che furono è complicato, ma per quelli come me che hanno un Home Theater con la decodifica analogica Dolby Pro Logic II (Music) la compatibilità tra i 2 sistemi è molto vicina. In questo caso sull’Home Theater ho utilizzato l’ingresso stereofonico analogico VCR, quello del videoregistratore. Chiaramente la decodifica analogica Dolby Pro Logic II fornirà un’uscita con 5.1 canali a fronte dei 4 della decodifica QS, ma persone molto più competenti di me sostengono che la ricostruzione sia molto verosimile.

Fortunatamente esistono in commercio decoder quadrifonici anche al giorno d’oggi, come per esempio il Surround Master v2 della Involve, che si avvale della tecnologia DSP, per cui, volendo, anche questa è una possibilità. Come è possibile constatare, al giorno d’oggi esistono diverse possibilità per la ricezione di queste emittenti che si avvalgono anche della Quadrifonia. La speranza è che si moltiplichino, in modo che sempre più persone possano fruire di questa gloriosa tecnologia che ha fatto appassionare non poche persone.

Ascolto in Quadrifonia (DTS)

Come ho già raccontato nell’articolo “Ascolto in Quadrifonia (DVDA)“, alcuni anni fa venni a sapere che alcuni appassionati avevano cominciato un interessante lavoro di trasposizione in digitale multitraccia delle incisioni analogiche quadrifoniche presenti sul mercato negli anni ’70, al fine di preservare questo materiale, che, con il passare del tempo, sarebbe andato inesorabilmente perso. All’inizio ebbi a disposizione delle immagini di CD DTS e quindi ne masterizzai un certo numero. Questi particolari CD per poter permettere l’audio 4.0 sono stati codificati in DTS (ma è possibile anche la codifica Dolby Digital) e quindi, per il corretto ascolto, è necessario il decodificatore DTS dell’amplificatore Home Theater, con l’ovvia connessione digitale, nel mio caso ottica Toslink, tra il player e l’amplificatore. In questo modo feci i primi ascolti quadrifonici e rimasi travolto da questa modalità di ascolto della Musica. Non nascondo che con il passare degli anni la sperimentazione audio si stava un po’ addormentando dentro di me, per cui vi lascio immaginare quali nuovi universi si siano aperti dopo questa esperienza. Dopo tutto questo trafficare con il masterizzatore, ho recentemente scoperto che con opportuno software si possono leggere queste immagini codificate DTS con il PC uscendo in digitale, nel mio caso ottico Toslink, verso l’Home Theater, evitando quindi di riempire casa di nuovi CD. Unica osservazione è che se non si dispone di un’uscita digitale dal PC è necessario utilizzare una piccola scheda da USB a digitale ottico e/o elettrico. Queste schede sono facilmente reperibili in rete e hanno un costo minimale.

La prima è una scheda, molto economica, ma con ottime prestazioni, 16 bit / 48 kHz, con ingresso USB e uscite digitali, elettrica e ottica. Dispone inoltre di uscita analogica stereofonica. Ho scritto una recensione di questo dispositivo nella seguente pagina.

La seconda è una scheda, 24 bit / 192 kHz, con ingresso USB e uscite esclusivamente digitali (elettrica, ottica e I²S). Ho scritto una recensione di questo dispositivo nella seguente pagina, a margine della realizzazione di un DAC 24/192. Questa scheda deve poi essere messa in comunicazione con un amplificatore Home Theater che disponga della decodifica DTS.

Qualora non si disponga di un amplificatore Home Theater e/o si voglia affrontare questa avventura in buona economia, senza comunque rinunciare a prestazioni di rilievo, mi pregio di suggerire l’acquisto di un decoder Dolby Digital/DTS, che vi farà gustare la Quadrifonia, ma anche il 5.1, senza troppi problemi.

Ho recensito questo decoder Dolby Digital/DTS con molta soddisfazione nella seguente pagina. Proprio con questo dispositivo ho realizzato l’Impianto Quadrifonico Minimalista, nelle fotografie sottostanti, di cui parlo in questa pagina.

Al di là dell’impianto, dotato comunque di decoder DTS, che utilizzeremo per l’ascolto di questi CD DTS, si tratta ora di installare il software che permetterà la lettura di questi files. Come al solito utilizzerò Foobar2000 con il plugin WASAPI che permette l’interfacciamento del PC con la scheda che da USB traduce alle uscite digitali ottica, elettrica ed eventualmente I²S. Dopo l’installazione raccomando di selezionare la nostra scheda, in Foobar2000, tramite Library > Configure >  Playback > Output > WASAPI (event) : nome della scheda. Normalmente un CD DTS è rappresentato da un file .wav e da un file .cue che si occupa della ripartizione delle tracce, per un totale di alcune centinaia di MB, dimensioni molto contenute rispetto ai files ISO DVDA, ma va ricordato che il CD DTS lavora a 16 bit/48 kHz con compressione DTS, mentre il DVD Audio lavora lossless quasi sempre a 24 bit/96 kHz. Detto ciò, non posso che ripetere la chiusura del precedente articolo. In tanti si chiederanno dove trovare il “carburante” … beh, sicuramente in rete ci sono tante persone che hanno lavorato, con le mansioni più diverse, a questo fantastico ed entusiasmante progetto condiviso, basterà chiedere a loro, sono estremamente cordiali. 😉

Ascolto in Quadrifonia (DVDA)

Alcuni anni fa venni a conoscenza dell’interessantissima notizia che alcuni appassionati avevano cominciato un titanico lavoro di trasposizione in digitale multitraccia delle incisioni analogiche quadrifoniche presenti sul mercato negli anni ’70, al fine di preservare questo materiale, che, con il passare del tempo, sarebbe andato incontro a una rapida obsolescenza. Negli anni ruggenti della Quadrifonia ero un giovane studente squattrinato che guardava dalla finestra e non ebbi occasione di poter fare quest’esperienza. Solo in tempi recenti ho potuto colmare questa lacuna e quindi questo è l’oggetto del presente lavoro e di altri scritti che verranno. Passando alla fase pratica, un passo che spesso scoraggia chi voglia fare questo genere di esperienza è quello relativo all’amplificatore quadrifonico e ai 4 diffusori, ma avendo fortunatamente a disposizione un amplificatore Home Theater con i suoi 5.1 canali, ma soprattutto dotato di un ingresso analogico 6CH INPUT, non è difficile passare all’ascolto. Tuttavia, anche non avendo un amplificatore Home Theater, è possibile fare la stessa esperienza senza troppe complicazioni, come dimostrato in questa pagina.

Queste trasposizioni sono state effettuate in vari formati, che sono riconducibili sostanzialmente a tre tipologie di fruizione: immagini CD DTS, immagini ISO DVDA e sotto forma di files. Probabilmente il formato più diffuso è quello che utilizza immagini ISO DVDA. Questi file immagine consentono la masterizzazione di un DVD Audio, ma, essendo i DVD Audio Player ormai difficili da reperire, mi limiterò a indicare come utilizzare il PC come player di questi files. Prima di proseguire con l’installazione del player Foobar2000 e del plugin DVD Audio decoder (per la lettura delle immagini dei DVD Audio), occorre fare una precisazione, per non vanificare tutto il lavoro. A bordo del nostro PC, o esternamente, deve essere presente una scheda audio multicanale con non meno di 4.0 canali audio. Normalmente sui PC fissi recenti è presente una configurazione con non meno di 5.1 (a volte 7.1) canali dove tra le uscite potremo notare 3 (o 4) connettori mini-jack con le seguenti caratteristiche: †

  1. Jack femmina Verde: Sinistro frontale + Destro frontale
  2. Jack femmina Blu: Sinistro posteriore + Destro posteriore
  3. Jack femmina Nero: Canale centrale + Subwoofer

In dotazione al PC viene sempre dato un CD con la dotazione software della scheda madre, dove troveremo driver e software da installare per la gestione della scheda audio. A questo punto dovremo settare la nostra scheda nella configurazione 4.0 o 5.1 (se abbiamo anche materiale audio in questa modalità). Ovviamente una simile procedura andrà fatta qualora utilizzassimo una scheda esterna. A bordo della scheda madre che utilizzo é presente una scheda audio 7.1 (2.0 – 4.0 – 5.1 – 7.1) basata su chip Realtek, come rilevabile dalle figure sottostanti.

A questo punto non ci rimane che l’installare il software Foobar2000 e il plugin DVD Audio decoder. Una volta scaricato il plugin, dovremo trasportare il file foo_input_dvda.dll nella cartella “components” di Foobar2000. Questa operazione consentirà a questo player di leggere le immagini ISO e di riprodurle sul nostro sistema audio. Perchè tutto vada per il meglio dobbiamo far dialogare Foobar2000 con la scheda audio. Ciò si otterrà tramite il menù File > Preferences > Playback > Output > Device dove dobbiamo andare a selezionare la scheda audio che abbiamo configurato per la Quadrifonia (4.0). Se tutte le operazioni che ho indicato saranno andate in porto, non ci rimarrà altro che sederci in poltrona per gustarci un bell’LP quadrifonico dei tempi che furono. A questo punto in tanti si chiederanno dove trovare il “carburante” … beh, sicuramente in rete ci sono tante persone che hanno lavorato, con le mansioni più diverse, a questo fantastico ed entusiasmante progetto condiviso, basterà chiedere a loro, sono estremamente cordiali. 😉

Radio Caroline

Radio Caroline, probabilmente la più nota radio pirata offshore, iniziò le trasmissioni, con la canzone Not Fade Away dei Rolling Stones, alle ore 12 del venerdì 28 marzo 1964, come risposta alla chiusura nei confronti della musica beat e rock della monopolista BBC. L’idea geniale del fondatore Ronan O’Rahilly fu quella di utilizzare un trasmettitore installato su una nave, la MV Caroline, ancorata al di fuori delle acque territoriali inglesi e sfruttando il fatto che nelle acque extra-territoriali è in vigore la legge del paese a cui è iscritta la nave. Inutile dire che l’emittente ebbe un clamoroso successo e anche una fantastica storia cosparsa di vittorie e di dispiaceri. A titolo di curiosità questa vicenda ha ispirato il film “I Love Radio Rock” uscito nelle sale nel 2009. Attualmente la radio trasmette via Web, ma, dopo le prove delle settimane scorse, è disponibile in Onde Medie sui 648 kHz tramite un trasmettitore da 1 kW. La Ofcom, Office of Communication, ha comunicato all’emittente in data 17 maggio 2017 che la licenza AM è stata approvata per le contee di Suffolk e Essex settentrionale. La ricezione della WebRadio può essere fatta dal sito o con un click sui seguenti link:

Radio Caroline – Main Quality Album Channel (Classic Rock, Oldies): http://sc6.radiocaroline.net:8040/mp3 (mp3 – 128 kb/s)

Radio Caroline Flashback – Pop Singles From the 60s & 70s (Oldies, Classic Rock): http://sc2.radiocaroline.net:10558/mp3 (mp3 – 128 kb/s)

In merito alla trasmissione in Onde Medie sui 648 kHz è possibile la ricezione con una normale radio o sintonizzatore che permetta la ricezione in AM.

La fotografia mostra il ricevitore Tecsun PL-660 accompagnato dall’antenna loop Tecsun AN-200 che aiuta non poco nella ricezione delle Onde Medie. Chiaramente possiamo utilizzare il sintonizzatore FM/AM che eventualmente abbiamo nell’impianto, possibilmente dotato di un’antenna degna di questo nome.

Chiaramente la distanza tra noi e l’Inghilterra non è poca e quindi bisogna avere la santa pazienza di aspettare la propagazione serale e notturna per poter ricevere il segnale. Tuttavia non devo spiegare a nessuno che il fascino di questo tipo di ricezione fornisce è impagabile. Se però siamo colti dalla voglia di avere tutto e subito, mi permetto di suggerire un piccolo escamotage. Esistono, in giro per il mondo, i ricevitori Web SDR. Il WebSDR è un ricevitore, solitamente collegato a una buona antenna, che viene messo a disposizione degli utenti tramite Internet. In poche parole possiamo regolare i vari parametri del ricevitore a partire dalla frequenza e dal tipo di modulazione per poi andare a regolazioni più fini. Il server ci fornirà quindi l’audio della stazione ricevuta in streaming. La fotografia che segue mostra la ricezione di Radio Caroline effettuata dal WebSDR dell’Università di Twente (NL) che è quindi ricevibile senza grandi difficoltà anche durante il giorno.

Augusta ST 740 Stereo Tuner

Prima di andare all’ecocentro, un caro amico mi ha chiesto se volessi, per fare esperimenti, un vecchio impianto stereo molto malridotto. Inutile dire che ho subito accettato. Tra questi vari componenti, uno ha attirato subito la mia attenzione di appassionato di radio, l’Augusta ST 740 Stereo Tuner, un progetto tutto italiano. Inutile dire che ho fornito amorevoli cure a questa apparecchiatura che ha quarant’anni e mi sono sincerato che funzionasse. Dopo un po’ di lavoretti e una bella ripulita è tornato in servizio ed è spesso alternativa al glorioso Pioneer F-9.

Ho acquistato un cavo stereo da DIN a RCA, ho collegato per fare una prova l’antenna esterna (anche se a volte utilizzo un semplice filo) alla presa da 75 Ω e ho dato spazio alla musica. Dovrò sicuramente mettere mano all’interno poiché non riesco a ricevere alcune emittenti agli estremi della banda FM, ma non mi voglio mettere fretta, adesso mi voglio gustare l’apparecchio. Trovo che sia fantastico il fatto che un’apparecchiatura funzioni ancora dopo 40 anni; tante apparecchiature attuali si comporteranno allo stesso modo tra qualche decennio ? Ho l’impressione che molta elettronica attuale non sia progettata per durare nel tempo. Facendo una ricerca su Internet ho trovato una bellissima pagina realizzata da Andrea Moltisuoni che rende perfettamente l’idea di questa apparecchiatura vintage. Personalmente il suono di questo sintonizzatore mi piace molto e ascoltare le trasmissioni F.M. stereo attuali con un’apparecchiatura di allora ha un certo fascino.

La dotazione di comandi è limitata all’interruttore di accensione rotativo, che comunque non scollega mai completamente il dispositivo, al potenziometro di sintonia, al tasto AFC (automatic frequency control), al commutatore mono/stereo e al tasto di muting. E’ presente un LED rosso che si illumina quando siamo in presenza di un segnale FM stereofonico.

Sul retro è presente il commutatore per la tensione del segnale audio, selezionabile tra 50 mV e 300 mV. Nel mio caso ho scelto quest’ultima. E’ poi disponibile una presa d’antenna con impedenza di 75 Ω e un morsetto di messa a terra. L’uscita audio è presente su connettore stereo DIN.

Questo apparecchio, quando si fa ascolto in condizioni di oscurità, ha un suo bel fascino visivo. Al di là dell’indicatore di frequenza comandato a filo, già molto bello, trovo che sia affascinante l’indicatore di segnale a lancetta. Sarebbe il massimo trovare una emittente F.M. che utilizzi solo vinili, possibilmente ricavati da master analogici. Il suono di questo sintonizzatore è piacevole ed è segno, a mio modesto modo di vedere, che le tecnologie analogiche hanno ancora molto da dire.

Radio via Satellite

Sono un appassionato della radio da decenni, specialmente da quando, nei primissimi anni ’80, ricevetti in regalo il sintonizzatore stereofonico top di gamma Pioneer F-9.

Le radio libere offrivano una buona ed economica alternativa ai dischi in vinile e alle cassette. Presto mi accorsi che l’antenna a filo fornita in dotazione all’apparecchio non portava a grandi risultati. Optai per l’acquisto di una antenna esterna direttiva a due elementi, ma compresi abbastanza in fretta che il grosso problema era costituito dal posizionamento della medesima. Idealmente deve essere indirizzata verso l’antenna emittente senza ostacoli che si frappongano, cosa facile da dire, ma difficile da realizzare, specialmente se si vive in un condominio in città e si hanno a disposizione solamente i balconi. Non secondario era il problema della diversa dislocazione delle emittenti e quindi della provenienza del segnale. Ovviamente si doveva giungere a compromessi. Alcuni segnali erano molto soddisfacenti, altri provocavano l’accensione del LED “Multipath” che indicava una condizione di onda riflessa. Dopo anni di battaglie per ottenere segnali decorosi, dovuti purtroppo alle mie condizioni a contorno, decisi di provare la via satellitare alla radio. Acquistai un decoder satellitare digitale ADR (esculsivamente radiofonico, sistema ormai abbandonato), il Technisat AstraStar AX 1, che operava con lo standard Astra Digital Radio.In seguito mi dotai di un decoder satellitare analogico (TV/Radio, sistema ormai abbandonato) Pace MSS138-G.

Imparai a montare e tarare un’antenna satellitare con riflettore parabolico e, addirittura, in tempi più recenti mi sono costruito un sistema mobile, per fare sperimentazioni, che illustro alla seguente pagina.

 

 

 

 

 

 

Una volta montato, il sistema funzionava senza interferenze, ma fatte salve poche emittenti, si aveva a che fare con realtà radiofoniche a me abbastanza aliene. Ho tuttavia apprezzato emittenti che non conoscevo, ad esempio Swiss ClassicSwiss Jazz e Swiss Pop (ADR). Successivamente acquistai un decoder satellitare digitale DVB-S (TV/Radio) dal momento che lo switch off dall’analogico al digitale era prossimo. Ho proseguito, non potendo fare diversamente, su questa linea e ora sono arrivato al terzo decoder satellitare digitale DVB-S/S2, il Tele System TS9011HD tivùsat.

Vorrei raccontare un aneddoto in merito all’acquisto di questa apparecchiatura. Conoscendo il prezzo di questo ricevitore, l’ho visto su uno scaffale di un supermercato a poco più della metà della cifra. Dopo un piccolo accertamento sulle condizioni e sul perché di questo abbassamento di prezzo, mi è stato detto che era l’ultimo, quello esposto. L’ho provato entro i termini stabiliti, l’ho tenuto e sono più che convinto di aver fatto un grande affare. Storielle a parte, oltre a essere un ottimo ricevitore è dotato di una smart card, da attivare con pochi passaggi, per la piattaforma satellitare gratuita Tivùsat. Qui possiamo trovare attualmente 94 canali TV, di cui 30 in HD, ma soprattutto 44 canali radiofonici nella stragrande maggioranza italiani. Sicuramente sono presenti su Hot Bird tante altre emittenti free to air, la caccia è aperta ! Tuttavia l’opzione di Tivùsat è molto interessante per gli appassionati di radio. Mi permetto di segnalare, anche se esula dal discorso radiofonico, la presenza in questa piattaforma del canale televisivo Mezzo che è dedicato alla musica classica, al jazz e alla danza. Basta dare un’occhiata al palinsesto per notare quanto sia interessante. Da non perdere ! 🙂 Il TS9011HD dispone di una uscita audio ottica Toslink che invio al convertitore DA stereo esterno per l’ascolto delle radio sull’impianto stereo o all’amplificatore Home Theater se necessito della decodifica multicanale per l’uso TV. Per commutare utilizzo una comodissima matrice 6 X 2. Attraverso questa matrice veicolo tutti i segnali digitali ottici dell’impianto.

Cara vecchia FM

Dopo non meno di 15 anni ho deciso di rimettere in circolazione alcuni miei vecchi componenti Hi-Fi. Si tratta del sintonizzatore FM stereo Pioneer F-9 e dell’amplificatore Pioneer A-8 da 90 W per canale su un carico di 8 Ω. Inutile dire che sono tornate a galla un po’ di emozioni che mi hanno riportato ad allora, la nostalgia è una brutta canaglia. Nei primissimi anni ’80 la banda FM forniva una buona alternativa all’ascolto dei dischi in vinile e delle cassette.Ai tempi c’erano molte emittenti private che trasmettevano con basse potenze e quindi l’antenna, ovviamente esterna, era un elemento molto importante che faceva la differenza rispetto ai dipoli forniti dai costruttori. Se il segnale era basso la ricezione stereofonica pativa parecchio. Passai molto presto all’antenna a due elementi in fotografia, montata per la ricezione in modulazione verticale. E’ stato un piacere, in questi giorni, rimontare tutto per vedere come si comporta oggi un sintonizzatore progettato ben oltre un trentennio fa. Il fatto più critico è il posizionamento dell’antenna. Vivendo in un condominio al quarto piano posso al più mettere l’antenna sul balcone, celata in un angolo per evitare discussioni (peraltro mai avvenute) e purtroppo non in vista diretta delle antenne emittenti. I migliori risultati ovviamente si ottengono quando tra l’antenna emittente e quella ricevente, posizionata più in alto possibile, non ci sono ostacoli. Il problema più rilevante è quello delle onde riflesse che nell’F-9 viene denunciato dall’accensione di un LED rosso, il cosiddetto “multipath” e si traduce in un drastico deterioramento del suono. Il sistema si comporta in modo egregio e con alcune emittenti il risultato è decisamente rilevante. Ho utilizzato cavo per satellite con impedenza di 75 Ω e un connettore maschio per TV. Al tempo date le basse potenze di alcune trasmissioni utilizzai anche un amplificatore da palo di cui relaziono in un’altra pagina.

Vacanze con la Chitarra

Andare in vacanza separandosi dalla chitarra elettrica o dal basso, perché mettere l’amplificatore (con effetti e accessori) nel baule dell’auto insieme ai bagagli (!) di moglie e figlie sarebbe un’impresa titanica, oltre che fonte di liti e sparatorie alla OK Corral … quanti hanno sofferto di questo problema ? Ormai questi sono ricordi di altri tempi. Infatti propongo una soluzione, chiavi in mano, che si limita alla custodia e a uno sparuto gruppetto di accessori. Le borse per chitarra hanno una tasca che se opportunamente riempita può salvare il povero chitarrista dall’astinenza. Punto nodale del sistema sarà un amplificatore per cuffia da connettere direttamente alla chitarra, ovviamente la cuffia, un accordatore e plettri a volontà. Chiaramente rimane libero arbitrio su altri piccoli accessori e corde di ricambio, purché si rimanga in volumi a portata di tasca della custodia della chitarra. Nelle pagine linkate prima ho fatto una breve recensione di queste apparecchiature. E’ una buona soluzione ? 🎸🎵🍹