Direttiva F.M.

Nei primissimi anni ’80 mi accorsi che per ottenere una buona ricezione radiofonica in F.M. il classico dipolo a filo con impedenza di 300 Ω, inserito a corredo nella scatola di tutti i sintonizzatori, non era il massimo. Decisi quindi di esplorare il mondo delle antenne esterne e mi dotai di materiali seri che mi permisero di sopravvivere per un certo tempo nella giungla dell’F.M. Una buona soluzione è l’acquistare un’antenna direttiva, montarla su un palo in configurazione tale da ricevere in polarizzazione verticale e utilizzare un buon cavo da 75 Ω per la discesa verso l’ingresso antenna del sintonizzatore. Per ottenere una ricezione ottimale è necessaria una buona direttività dell’antenna e la visibilità ottica tra antenna trasmittente e antenna ricevente. Nell’immagine seguente vediamo un’ottima antenna direttiva a 2 elementi che acquistai negli anni ’80 che mi permise di migliorare notevolmente l’ascolto.2015-05-03 18.54.41

Nella seguente immagine possiamo osservare l’interno della scatola che protegge la morsettiera di connessione al cavo da 75 Ω dell’antenna.

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Nel mio caso l’antenna era posizionata sul balcone di un appartamento al quarto piano e successivamente al quinto e non aveva visibilità ottica con l’antenna trasmittente, quindi non era infrequente l’accensione del LED “Multipath” sul sintonizzatore, che indicava problemi di ricezione dovuti ad onde riflesse. Fortunatamente i condomini della casa dove ho precedentemente abitato hanno sempre fatto finta di non vedere gli “accrocchi” terrificanti che montavo sul balcone.

Da poco ho rimesso in funzione l’antenna per fare delle prove con il tuner Pioneer F-9 e nonostante siano passati almeno 15 anni dall’ultimo utilizzo, l’antenna continua a funzionare molto bene.

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