WebRadio 24 bit/96 kHz

Già da tempo è possibile l’ascolto, molto soddisfacente, di alcune WebRadio che diffondono il loro segnale con codifica FLAC. Come noto questo CoDec permette una qualità audio pari al CD, cioè una risoluzione a 16 bit con campionamento a 44,1 kHz, ma è anche noto che questa codifica permetta anche di operare con risoluzioni maggiori. Recentemente si è affacciata alla ribalta Mother Earth Radio che presenta una risoluzione a 24 bit con campionamento a 96 kHz. Ovviamente mi sono interessato a questo evento per cercare di ricevere al meglio questo segnale e quindi ho condotto una serie di prove in merito alle quali vi relaziono. Il sito ufficiale di Mother Earth Radio è raggiungibile all’indirizzo https://motherearthradio.de, mentre l’indirizzo diretto allo stream è http://icecast3.streamserver24.com:18800/motherearth. Ovviamente, per avere il miglior risultato, dobbiamo lavorare con DAC che possano lavorare a 24 bit con campionamento a 96 kHz. Spesso non consideriamo che sulla scheda madre del nostro PC è presente una scheda audio, talvolta anche multicanale, che fornisce spesso prestazioni di buon livello. Nel mio caso, è presente sulla mainboard una sezione audio dotata di chip Realtek che può elaborare audio, da 2.0 a 7.1 canali, con una risoluzione sino a 24 bit con campionamento sino a 192 kHz. Per le esigenze dettate dai miei ascolti l’ho settata in quadrifonia (4.0) a 24 bit/96 kHz, anche se l’ascolto di questa emittente è stereofonico (2.0). Chi mi conosce bene, sa che in caso di ascolto stereofonico accendo un amplificatore, mentre in caso di ascolto quadrifonico accendo anche il secondo, quindi tanto vale fare un settaggio unico per non dover continuamente fare modifiche software. Detto ciò non rimane che andare sul software della Realtek per impostare la quadrifonia e i 24 bit a 96 kHz che ci occorrono. D’altro canto, facendo una divagazione, mi piace molto l’ascolto di materiale quadrifonico, che quasi sempre offre una risoluzione a 24 bit con campionamento a 96 kHz. Il settaggio è una operazione molto semplice, come si può constatare dalle immagini delle finestre del software che seguono. Nella prima setteremo la configurazione dei canali audio.

Nella seconda imposteremo i 24 bit/96 kHz.

Fatto ciò, non rimane che passare all’ascolto di questa emittente che ci propone materiale audio a 24 bit con campionamento a 96 kHz. Qualora volessimo affidarci a una scheda audio esterna, le operazioni da svolgere non sono molto diverse. Mi sono avvalso di una scheda esterna M-Audio Fast Track Pro, in commercio da molti anni, ma pur sempre validissima.

Dopo aver settato il software e collegata l’amplificazione è stato possibile il passaggio all’ascolto.

Se, invece, si volesse utilizzare un convertitore audio esterno (non dotato di ingresso USB) al quale siamo affezionati, la procedura diventa leggermente più complessa, ma nulla che non si possa fare con un po’ di pazienza e con una schedina elettronica esterna, di cui parlo in una parte di un articolo precedente reperibile presso questo link.

Questo dispositivo farà da ponte tra l’uscita USB del PC e l’ingresso digitale S/PDIF, ottico Toslink o elettrico coassiale, del nostro DAC. Questa scheda è in grado di trattare un segnale a 24 bit campionato a 96 kHz e, volendo, anche oltre. Ho collegato l’uscita della scheda (passando per un commutatore ottico con 6 IN/2 OUT) ad alcuni dei miei adorati componenti: 1) convertitore AD/DA Behringer Ultramatch Pro SRC2496; 2) amplificatore Pioneer A-8 (1981); 3) diffusori Indiana Line Diva 655.

Purtroppo non riesco ad ottenere i 96 kHz utilizzando il browser, ma solo utilizzando Foobar2000, come testimonia la fotografia che segue.

Foobar2000 deve essere opportunamente settato per vedere la scheda elettronica esterna con il plugin WASAPI che permette l’interfacciamento del PC con la scheda che da USB traduce alle uscite digitali ottica, elettrica ed eventualmente I²S. Per l’installazione raccomando di selezionare la nostra scheda, in Foobar2000, tramite Library ⇨ Configure ⇨  Playback ⇨ Output ⇨ WASAPI (event) : nome della scheda.

Fatte tutte queste premesse, non rimane che mettersi all’ascolto, che sicuramente premierà tutte le nostre fatiche. 📻🎵🍹  

 

Decoder Dolby® Surround PL

Comincio questo articolo con una precisazione in merito al titolo, per non andare su 2 righe, cosa molto antiestetica. Dolby® Surround PL deve essere letto come Dolby® Surround Pro Logic. Detto ciò, il Dolby® Surround è un sistema multicanale dedicato all’Home Theater ormai pressoché in disuso. Da un normale segnale stereo, codificato con questa modalità, il decoder Dolby® Surround Pro Logic provvede all’estrazione di 4 canali: frontale sinistro, centrale, frontale destro e surround. Quest’ultimo canale, surround, viene normalmente inviato a due diffusori posteriori e ha, a differenza dei primi 3 a banda intera, una banda audio limitata tra i 100 Hz e i 7 kHz. In sintesi entriamo nel decoder con un segnale stereo codificato, e ne usciamo con 4 canali, in cui i due frontali saranno da inviare all’amplificatore stereo solito e gli altri due, tramite l’amplificazione a bordo, verranno inviati al diffusore centrale e ai due diffusori surround (che diffondono la stessa cosa). Chiaramente lo sviluppo successivo dell’encoder/decoder Dolby® Pro Logic II ha portato un netto miglioramento, dal momento che siamo in presenza di 5 canali a banda intera, dove i canali posteriori sono indipendenti. Ci sono poi state le evoluzioni al Dolby® Pro Logic IIx e al Dolby® Pro Logic IIz, ma ritorniamo al Dolby® Surround Pro Logic, con la prova di un decoder usato, ma praticamente nuovo, che ho avuto la fortuna di poter acquistare per € 40. Forse qualcuno si domanderà il perché abbia acquistato questo decoder, dal momento che la decodifica Dolby Pro Logic è presente, insieme ad altre, negli amplificatori Home Theater. Non nascondo che a traviarmi sia stata una bella estetica, 4 VU-meter a LED ammiccanti, i pulsanti misteriosi “Matrix” e “Hall”, l’amplificazione on-board per centrale e surround, il telecomando, il manuale originale, il costo molto contenuto e una voglia incredibile di fare sperimentazione audio (anche unito al video) … etc., senza contare che mi piace collezionare e utilizzare questi dispositivi. Detto ciò passiamo alla presentazione del decoder.

Effettivamente è una bella unità e, come si può constatare, benché usata, è in ottime condizioni (si noti il nylon ancora presente sul telecomando). Una curiosità è il marchio “L&C Design”, che esiste e ho trovato il loro sito, ma di questo dispositivo non ho nessuna traccia, per cui non mi rimane che la prosecuzione delle ricerche. Al di là di ciò, ho collegato a questa unità, che ha on-board l’amplificazione per il centrale e il surround, due diffusori Scythe SCBKS-1100 Kro Craft Speaker Rev. B e il diffusore centrale Yamaha NX-C120. Ho collegato inoltre, all’uscita linea preposta, il Subwoofer amplificato Yamaha SW-P240. Per i canali frontali ho utilizzato l’uscita linea del dispositivo che tramite un amplificatore Fenice 20 MKT II ha alimentato i diffusori Bose Model 141.

Mi rendo conto che il posizionamento dei diffusori sulla scrivania sia indecoroso per le regole dell’Home Theater, ma chiedo venia, è stata una prova al volo del dispositivo, per constatarne il buon funzionamento. Ovviamente in futuro farò prove con più tranquillità, ma soprattutto cercherò di fare un’installazione fissa. Per l’ascolto vero e proprio ho utilizzato come sorgente analogica il computer, tramite la solita scheda DAC da € 4, collegata in USB al PC. Ho cominciato ad ascoltare files codificati in Dolby® Surround, decodifica che si ottiene premendo il pulsante “Surround”.

La decodifica è stata corretta e il suono molto soddisfacente. Premendo il pulsante “Test” il dispositivo emette un segnale che va a individuare i 4 canali, mentre il pulsante “Phantom”, in caso di mancanza del diffusore centrale, invia il relativo segnale ai diffusori frontali.

Un potenziometro regola il segnale in ingresso e un altro permette la regolazione del volume del subwoofer che ho collegato per completezza.

Il dispositivo indubbiamente più appariscente di questo decoder è il quadruplo VU-meter che ci informa sui livelli dei 4 canali ed è indubbiamente un piacere per la vista.

Molto comoda è la possibilità di regolazione, tramite pulsanti up/down, del volume del canale centrale, del volume del canale surround e del master volume.

A questo punto ho potuto testare i misteriosi pulsanti rimanenti, al di là del tasto monitor per il registratore. “Matrix” sintetizza il suono stereofonico da una sorgente mono, mentre “Hall”, a partire da un segnale stereofonico (non codificato Dolby® Surround), cerca di ricreare l’ambiente di una sala da concerto. Globalmente è un processore audio che tratta bene i segnali ed è molto piacevole all’ascolto e anche alla vista. Molto comodo è il telecomando che duplica tutti i comandi, tranne il potenziometro di input e quello del livello del segnale inviato al subwoofer.

Erano in vendita, sul sito di un noto operatore dell’e-commerce, 3 di queste unità che sono ovviamente state acquistate dagli estimatori in tempi brevi, dato il basso costo, la dotazione di accessori e il manuale originale. E’ pur vero che gli Home Theater hanno questo decodificatore, ma trovo che questo apparecchio, di non poco tempo fa, abbia un suo innegabile fascino. Esiste inoltre una nutrita discografia codificata in Dolby® Surround, come si può vedere al seguente link. Questo decoder diventa quindi un pezzo da collezione con il quale ascoltare musica, fare esperimenti audio e magari anche per andare a rivedere vecchi film, magari di fantascienza, che nei meandri della colonna sonora stereofonica analogica contengono la gloriosa codifica Dolby® Surround. Buon ascolto/visione! 😉

Amplificatore Appj con TPA3116D2

Chi, come il sottoscritto, a fine anni ’70 ha cominciato l’arduo cammino della passione per l’Hi-Fi, si ricorderà che l’amplificatore è un oggetto che ha un certo costo ed è un apparecchio che, in certe versioni, è pesante e parecchio ricercato nelle soluzioni, senza contare che i più fortunati avevano addirittura preamplificatore e finale di potenza. Per ottenere una buona qualità era quindi necessario un discreto esborso economico, dopo aver messo sul piatto tutte le caratteristiche che si volevano ottenere. Al giorno d’oggi l’impianto Hi-Fi non è quasi più nelle mire dei giovani, che spesso preferiscono i molto più maneggevoli ed economici diffusori bluetooth. Per carità, non voglio aprire una polemica, ognuno è libero di pensarla come preferisce e di spendere il proprio denaro come meglio ritiene. Tuttavia mi permetto di presentare un amplificatore di base, che, al di là delle spese di trasporto, costa meno di € 13 e ha, secondo il mio umile parere, una buona resa sonora. Si tratta dell’amplificatore stereofonico con marchio Appj, dotato di un circuito integrato audio TPA3116D2 dal quale possiamo aspettarci, come da datasheet, 2 × 50 W su 4 Ω alimentandolo a 21 V.

Devo subito aggiungere, per correttezza, che bisogna dotarsi per il funzionamento di un alimentatore esterno che deve fornire una tensione compresa tra i 4,5 V e i 26 V. Nel mio caso ho optato per i 12 V, ma prossimamente mi riserverò di fare prove anche a 24 V. Dotazione interessante di questo apparecchio è il ricevitore Bluetooth 5.0 che permette un efficiente interfacciamento, ad esempio, con un cellulare. Il passaggio da “Line” a “Blue” e viceversa è garantito con una pressione del tasto M. A impreziosire questo piccolo amplificatore ci sono due ingressi per dispositivi di memorizzazione, uno USB anteriore e un secondo per memorie TF sul lato sinistro. Ho fatto prove con files mp3 e la lettura è risultata precisa e di buona qualità. La dotazione di comandi del player è essenziale, ma efficace, play/stop, brano precedente e brano successivo. Sul display si ha giusto il tempo trascorso del brano e nulla più, ma a queste cifre ci accontentiamo, è già un di più. Non ho fatto prove ma viene anche dichiarata la possibilità di lettura nei formati wav, FLAC e Monkey’s Audio (.ape). Sul frontale è presente un ingresso ausiliario stereo mini-jack contassegnato come “Aux”. Nella parte posteriore dell’amplificatore abbiamo le connessioni per i diffusori che dispongono sia di morsettiera che di ingresso per connettori cosiddetti “banana”. Esiste poi un ingresso RCA linea e un ingresso per l’alimentazione (con + centrale). Dopo aver connesso tutti i cavi ho fatto una prova di ascolto alla scrivania utilizzando una schedina audio esterna economica USB-minijack, poco più di € 4, di cui ho già parlato in altra pagina e tramite i miei adorati diffusori monovia Bose Model 141.

Piacevole particolare aggiuntivo è la segnalazione sul display luminoso del livello del volume. Conoscevo già questo circuito integrato per averlo provato su schede nude in un paio di esperimenti che ho condotto tempo fa, l’Impianto Audio Minimalista e l’Impianto Quadrifonico Minimalista. Devo dire che mi piaceva e continua a piacermi perché coniuga una buona economia con un audio di buona qualità. In questo caso avere tra le mani un piccolo gioiellino venduto a così buon mercato mi fa ben sperare per il futuro della riproduzione audio in qualsiasi casa. Dati questi presupposti e la mia malattia ormai congenita nei confronti della Quadrifonia, si doveva presupporre che sarei andato in questa direzione. Infatti non si tratta di un acquisto singolo, ma di una acquisto doppio, che sicuramente non dissesterà le mie finanze.

Per questo esperimento ho utilizzato (per non smontare i cavi 5.1 che vanno dalla scheda audio multicanale del PC all’Home Theater), una scheda audio multicanale 5.1 esterna molto economica, meno di € 10, ma comunque ben performante.Ho utilizzato due amplificatori identici, uno per i canali frontali e uno per i canali posteriori, quindi ho utilizzato 4.0 canali dei 5.1 disponibili. Sui canali frontali sono state collegate le Bose Model 141 e sui posteriori ho collegato 2 diffusori Scythe SCBKS-1100 Kro Craft Speaker Rev. B (presi in prestito  dall’HT). Mi rendo conto di aver violato la regola dei 4 diffusori identici su un impianto quadrifonico, ma non avevo voglia di smontare le Scythe posteriori dell’HT … fate finta di niente, grazie. 😉 Ho fatto i collegamenti usando connettori “banana”, anche per velocità operativa degli esperimenti.Ho inoltre controllato che il software fosse settato in modo corretto per una riproduzione quadrifonica.

Ho settato il Foobar2000 in modo che vedesse la scheda esterna e ho cominciato a fare prove d’ascolto.Mi rendo conto che la posizione dei diffusori non sia corretta, ma, per una prova al volo come questa, ci accontentiamo. La cosa comoda di questi amplificatori è la visualizzazione del livello del volume sul display, per cui ho regolato entrambi allo stesso volume. Il volume generale può essere regolato dal PC via software, anche se alcuni suggeriscono di lasciare sempre il volume del PC al massimo per non “toccare” il segnale digitale originale. Al di là di questi aspetti, il sistema ha funzionato bene, al punto che sto pensando di realizzare un impianto quadrifonico fisso alla scrivania in merito al quale relazionerò in un prossimo prevedibile scritto. In poche parole, se vorrò ascoltare in stereofonia dal PC accenderò un amplificatore e se, diversamente, vorrò ascoltare in quadrifonia, ne accenderò 2. Come è possibile vedere la quadrifonia è alla portata di tutti. Buon lavoro! 😉

P.S.: per chi fosse interessato a vedere l’interno di questo amplificatore allego un po’ di fotografie.

WebRadio Quadrifoniche

Per la gioia degli appassionati di Quadrifonia, da un po’ di tempo sono comparse sulla scena alcune WebRadio che trasmettono in questa modalità. Dal momento che tecnicamente una normale emittente dispone della stereofonia (2.0), è evidente che sarà necessario, da parte di chi trasmette, utilizzare una qualche codifica analogica per fare entrare il segnale audio quadrifonico (4.0) in questo canale. Esistono diversi tipi di codifica analogica possibile, tra cui QS e Dolby® Pro Logic II o compatibili.Quindi quando riceviamo le WebRadio che stanno trasmettendo in quadrifonia, all’uscita della nostra scheda audio (interna o esterna che sia) avremo comunque un segnale stereo analogico. Questo segnale analogico stereofonico, opportunamente decodificato, ci restituirà i quattro segnali analogici che dovranno essere amplificati e inviati ai relativi diffusori. Premetto che la codifica QS può anche essere decodificata con successo dal decoder Dolby® Pro Logic II, presente normalmente negli impianti Home Theater, quindi tutto il discorso a seguire verterà su questo tipo di decodificatore. Chi non disponesse di un amplificatore Home Theater probabilmente sarà tentato di terminare la lettura dell’articolo in questo momento, ma mi preme anticipare che se disponete sul vostro PC di una scheda audio multicanale, c’è una soluzione gratuita via software che salverà la situazione, ma andiamo con ordine. Se disponiamo di un amplificatore Home Theater basterà collegare l’uscita stereofonica analogica della nostra scheda audio del PC all’amplificatore e precisamente all’ingresso  analogico stereo videoregistratore (VCR) o similare, purché questo ingresso possa usufruire della decodifica Dolby® Pro Logic II. Fatto ciò ci accorgeremo di essere immersi nella musica quadrifonica trasmessa da queste WebRadio. Come si può notare, con pochi semplici passaggi, potremo rendere operativa questa nuova/vecchia modalità e l’ascolto ci premierà per lo sforzo.

Se non disponete di un impianto Home Theater, ma di una scheda audio multicanale, anche solo quella presente sulla scheda madre, siete comunque fortunati, poiché esiste una modalità software gratuita per la decodifica del segnale quadrifonico. La procedura che ora illustrerò utilizza, come player per l’ascolto delle WebRadio, il noto software Foobar2000, al quale dovremo “innestare” un DSP (Digital Signal Processor). E’ possibile la decodifica, compatibile con il Dolby® Pro Logic II, tramite il plug-in DSP “FreeSurround” (foo_dsp_fsurround.dll) opportunamente innestato e configurato sul Foobar2000. Al seguente link è presente la documentazione di “Free Surround” (con anche il plug-in, un file di prova e i sorgenti). Una volta in possesso del file foo_dsp_fsurround.dll, questo andrà collocato nella cartella “components” del programma Foobar2000. A questo punto andate su “Library” ⇨ “Configure” ⇨ “Playback” ⇨ DSP Manager e selezionate con un doppio click “FreeSurround”. Comparirà il DSP nella finestra. Fate click destro e selezionate “Configure FreeSurround”. Vi troverete al cospetto della figura di cui sotto, dove potrete fare tutte le regolazioni che vi aggradano. A questo punto potrete passare all’ascolto, sicuri del fatto che la decodifica verrà fatta in tempo reale. Dopo aver completato queste operazioni, non sarà quindi necessario utilizzare nessun decodificatore hardware, dal momento che alle uscite multicanale [minijack femmina: verde (canali frontali) e nero (canali posteriori)] della scheda audio del vostro PC saranno presenti tutti i canali decodificati, che dovranno essere semplicemente amplificati. 

Suggerisco, per l’ascolto quadrifonico, di utilizzare la “Speaker configuration 4.1 (surround)”. Opzionalmente, se avete il subwoofer, potete mettere la spunta su “Redirect bass to LFE (.1) channel” scegliendo nella parte bassa della finestra gli estremi in frequenza dell’intervento.

P.S.: se non disponete di Home Theater e neanche di una scheda audio multicanale, potreste acquistare per circa € 10 il seguente economico, ma molto performante, gioiellino a 5.1 canali. In questa pagina illustro alcune caratteristiche della scheda.     Non mi rimane che l’augurare a tutti un buon ascolto quadrifonico! 📻🎵🍹

Files Multitraccia

Chi mi segue da un po’ di tempo, avrà notato che ho preso una potente “cotta” per la Quadrifonia, dovuta forse al fatto che ai tempi, giovane studente universitario senza una lira in tasca, ero condannato a guardare dalla finestra oggetti irraggiungibili, quali il preamplificatore Galactron MK16, il relativo finale di potenza MK160 e tante altre belle apparecchiature sul mercato. Fortunatamente la tecnologia, nei decenni successivi alla spiacevole debacle della Quadrifonia, ha fatto progressi da gigante e oggi, con gli attuali personal computer, possiamo far rivivere quel glorioso periodo con apparecchiature che fanno parte della normale dotazione di una famiglia media. Il dato di partenza è costituito dal fatto che non pochi appassionati di Quadrifonia hanno riversato in digitale su file l’audio a 4 canali dei loro preziosi supporti  (Vinili, cassette Q8, bobine, etc. …), evitando l’oblio per queste opere. Chiaramente, da appassionato, mi sono interessato alla tecnologia utilizzata per la realizzazione/lettura di questi files a 4 canali e ai vari CoDec che possono essere impiegati per la conservazione di questi materiali audio. Premetto che tratterò questi argomenti privilegiando i formati utilizzati in Windows, che è il sistema operativo che utilizzo maggiormente, pur essendo anche un soddisfatto utente di MacOS e GNU/Linux. Per mantenere in sana economia il lavoro che andremo a fare, propongo di utilizzare il software Audacity, Open Source disponibile per varie piattaforme (Windows, MacOS e GNU/Linux).Per avere a disposizione un file quadrifonico al di sopra di ogni sospetto, ho generato un tono sinusoidale a 440 Hz con Audacity stesso, duplicandolo per avere i 4 canali della Quadrifonia. Ricordo che per realizzare files multitraccia è necessario mettere una spunta su “Usa mix personalizzato” nel menù raggiungibile per mezzo dei comandi Modifica ⇨ Preferenze ⇨ Importa/Esporta. Diversamente il mix sarà mono o stereo. Quando si salverà il lavoro (per esempio come WAVE) tramite File ⇨ Export ⇨ Esporta come Wav ⇨ Salva ci si troverà al cospetto della seguente finestra che ci indicherà di essere sulla buona strada. Basterà dare l’OK e ci troveremo in una finestra dove potremo inserire i metadati.

Al successivo OK il file quadrifonico sarà generato. Volendo fare una verifica sulla bontà del file, con MediaInfo, avremo (con Visualizza ⇨ Albero) la seguente conferma dell’esistenza dei 4 canali.Tornando al discorso generale, darò per scontato di essere già in possesso dei files acquisiti,  Discuteremo ora dei tipi di files che consentono di contenere al loro interno in modo discreto i 4 canali. Solitamente in questo ambito lavorando con un PC abbiamo a che fare con files WAV a 16 o 24 bit, con frequenze di campionamento comprese tra i 44,1 kHz e i 96 kHz. E’ possibile lavorare anche con un numero di bit maggiore e con frequenze di campionamento più alte, ma non so se per questa tipologia di trasferimenti sia un fatto ragionevole e conveniente. Probabilmente il formato più diffuso con il quale operare è il WAVE (.wav) che non utilizza compressione e quindi non presenta perdita dal punto di vista audio. Una possibilità interessante, per risparmiare spazio sugli hard disk, è offerta dal CoDec FLAC (Free Lossless Audio Codec, .flac) che opera una compressione lossless (senza perdita, non distruttiva) nell’intorno del 50%.Similmente si comporta la compressione Monkey’s Audio (.ape) che ho ottenuto con il programma presente sul sito, a partire dal file WAVE.

Esistono poi CoDec con codifica lossy (con perdita, distruttiva) che raggiungono fattori di compressione molto elevati, ma che alla ricostruzione del segnale non lo riportano esattamente all’originale. Un formato molto interessante per risparmiare spazio sull’hard disk è il Vorbis (.ogg) (Non si faccia caso alla dimensione minima di questo file, dovuta al segnale molto particolare).

Sono a conoscenza del fatto che il CoDec AAC permetta l’uso di files multicanale, ma, in tutta onestà, non sono ancora riuscito a creare un file quadrifonico, con Audacity, in questo formato. Ogni indicazione sarà ben gradita.

MP3 è il grande assente, dal momento che si limita alla stereofonia. Ci fu un tentativo di lanciare l’MP3 Surround, ma non ebbe purtroppo alcun successo. 

Questa pagina è, ovviamente, da intendersi in continuo aggiornamento, per cui mi limiterò ad augurare a tutti una buona sperimentazione! 😉

Quadrifonia in Economia

L’appassionato di audio, già indaffarato con tutte le varie apparecchiature stereofoniche di cui dispone, quando sente parlare di Quadrifonia, ha mediamente la tendenza a cambiare strada, in quanto pensa che sia un’antichità che porta a complicazioni sovraumane e a una qualche forma di esborso allucinante. Inoltre si pone giustamente il problema del dove trovare il “carburante quadrifonico” con cui alimentare il proprio impianto. In realtà, come potrà verificare chi avrà la pazienza di arrivare alla fine di questo scritto, si può provare l’ebbrezza della Quadrifonia, male che vada, con l’esborso di pochi spiccioli e, come diceva la nota canzone, “per vedere di nascosto l’effetto che fa”. Se il vostro PC è già dotato di una scheda audio multicanale, siete già a metà dell’opera. In caso contrario, potete acquistare la seguente scheda audio reperibile in molti store su Internet anche a meno di € 10.Si tratta di una scheda audio multicanale, collegabile al PC via USB, con possibilità di uscita multicanale analogica 5.1, oltre che di una serie di caratteristiche di cui potremo parlare in seguito, qualora qualcuno manifestasse l’interesse. Mi limito a ricordare che elabora a 16 bit e le frequenze di campionamento che può trattare sono 3: 32 kHz, 44,1 kHz e 48 kHz. E’ dotata di un ingresso microfonico, di un ingresso linea e di in/out digitale ottico S/PDIF via Toslink. In merito al sistema operativo i 5.1 canali sono pienamente operativi solo utilizzando Windows. Questa scheda potrà essere la base per poter iniziare, qualora non l’avessimo mai fatto, la nostra avventura quadrifonica (ma anche 5.1). In dotazione a questo dispositivo c’è un mini CD con driver e software molto interessante di gestione dell’audio che trasformeranno la nostra macchina in un player multicanale.Come visibile dall’immagine precedente, son possibili 3 configurazioni: Stereo, Quadrifonico e 5.1 Surround. Chi conosce me e le mie passioni, sa che ho selezionato Quadrifonico. Quindi all’uscita minijack verde avremo i due canali frontali e a quella nera i due canali posteriori, conseguentemente siamo in Quadrifonia. Non andrò a discutere molto in merito al tipo di amplificazione che potremo collegare a queste uscite. Per iniziare potremmo fare una prova iper-economica con un paio di coppie di diffusori per computer, dove, vi assicuro, al di là delle prestazioni, già in questo modo è possibile intuire le possibilità di un sistema a 4 canali. Altre soluzioni di amplificazione quadrifonica le potete trovare in questa mia pagina. Se non siete dotati di materiale a quattro canali, potete provare ad ascoltare le trasmissioni quadrifoniche di alcune emittenti, che segnalo spesso nei miei due gruppi su FaceBook, “WebRadio Ascolto” e “Quadrifonia”, che trasmettono con codifica QS, decodificabile con buona approssimazione tramite Foobar2000 dotato del DSP FreeSurround (Compatibile con Dolby Pro Logic II®), come raccontato nella seconda parte di questa mia pagina. Come si può notare questa è l’esperienza quadrifonica più a buon mercato che si possa fare. Se invece siete dotati di materiale quadrifonico, sotto forma di ISO DVD Audio o di files multicanale, potreste seguire i consigli in quest’altra mia pagina. Concludendo, mi auguro di avere stuzzicato la vostra curiosità e vi auguro una buona sperimentazione! 😉

WebRadio Quadrifonica

Il mondo della radio non se la sta passando molto bene, surclassato dalla televisione che ha un fascino vincente per tanta parte della popolazione, ma comunque si difende ancora bene. La stereofonia via radio in FM, DAB+ e WebRadio non ha avuto difficoltà ad affermarsi, ma la diffusione dell’audio multicanale in ambito radiofonico, dalla Quadrifonia in avanti, ha fatto ben poco e ormai, fatte salve rarissime realtà, segna il passo. Ne consegue, quindi, che qualcuno si domanderà il perché io mi voglia cimentare in questo lavoro che propone un modo, tra i vari, per realizzare una trasmissione via WebRadio (o in FM) in Quadrifonia. Rispondo subito che è un esperimento, un esercizio di pazienza & passione e quindi non si tratta di una attività che prevede qualcosa di importante in prospettiva. Anzi, dal momento che utilizzeremo una codifica analogica ormai datata, questa esperienza ha più a che fare con il “poteva essere” che con il “sarà”. Chi, tuttavia, come me, è stato contagiato, anche se in tempi relativamente recenti, dalla Quadrifonia, comprenderà il mio infervoramento in questo esperimento. La cosa interessante è che non dovremo spendere un soldo per modificare o comprare nuove apparecchiature specialistiche, poiché lavoreremo solo in ambito software e per di più con programmi assolutamente gratuiti 😉 … ma, partiamo dall’inizio della storia. Attualmente viene pubblicato molto poco materiale quadrifonico (comunque su supporti attuali), ma molti appassionati dispongono dei supporti audio quadrifonici del periodo, siano essi dischi, cassette Q8, bobine o quant’altro. Al di là della provenienza, attuale o remota dal punto di vista temporale, è importante avere a disposizione i files multitraccia registrati su computer dai supporti, possibilmente in formato senza perdita (waw, flac, etc.) per poter proseguire in questo progetto. Chiaramente l’audio a quattro canali non può essere trasmesso per mezzo di un sistema che ne possiede solo due. Ai tempi della Quadrifonia furono quindi sviluppati vari sistemi (fondamentalmente QS ed SQ, ma ne esistono altri) che permettevano di codificare in modo analogico i quattro canali in due, permettendo comunque una buona compatibilità con l’ascolto stereofonico. Chi aveva un impianto quadrifonico con l’opportuno decoder poteva estrarre i 4 canali e inviarli, previo amplificazione, ai quattro diffusori. Similmente, tempo dopo, nacque (più che altro per uso cinematografico/televisivo) il sistema Dolby® Pro Logic II che addirittura può veicolare sino a 5 canali, ovvero due canali anteriori, uno centrale, due posteriori. Quindi, questo sistema, molto più vicino temporalmente a noi, può servire a veicolare i 4 canali della Quadrifonia. La grossa fortuna è l’esistenza del software AudioMuxer liberamente scaricabile alla seguente pagina.Questo programma permette di codificare in modo gratuito, con un algoritmo compatibile con il Dolby® Pro Logic II, ma con diversa implementazione, i files a quattro tracce in files stereofonici che poi verranno trasmessi dalla WebRadio o dal trasmettitore FM. Se qualche lettore fosse interessato a codificare personalmente qualche file per fare prove, anche solo in salotto, posso consigliare la lettura della prima parte di questa mia pagina. Il radioascoltatore sarà tenuto a essere in possesso di un amplificatore Home Theater dotato di decodifica Dolby® Pro Logic II e quindi il gioco sarà fatto. Qualora non si fosse in possesso di un amplificatore Home Theater con il decoder di cui stiamo discutendo o anche solo di un un decoder, è possibile utilizzare il solo PC, senza hardware aggiuntivo, per la ricezione delle WebRadio con l’ottimo programma Foobar2000 dotato del plugin Freesurround (che effettua una decodifica con un algoritmo compatibile con il Dolby Pro Logic II®), come tempo fa ho ampiamente documentato nella seconda parte di questa mia pagina. I 4 segnali, solo più da amplificare, saranno disponibili sulla scheda audio multicanale del vostro computer. Come si evince dalla lettura di quanto ho appena scritto, la sola trasmissione dell’audio dei files così codificati attraverso un mezzo stereofonico consente, per mezzo del decodificatore, di poter fruire della Quadrifonia. Chiaramente le codifiche matriciali qualche cosa fanno perdere in merito alla separazione dei canali, ma vi assicuro che l’effetto globale è ottimo e il gioco vale la candela. Mi permetto di aggiungere che se in FM il risultato è sempre vincente, per le WebRadio occorre fare attenzione al CoDec che si utilizza. Per tragica esperienza personale posso affermare che l’AAC distrugge la codifica quadrifonica, mentre il CoDec mp3 si dimostra il cavallo vincente. Infatti le pochissime emittenti che trasmettono attualmente in Quadrifonia per un pubblico di iper-nicchia, di solito con codifica QS, molto simile al Dolby® Pro Logic II, utilizzano l’mp3. Non so se tutta questa chiacchierata abbia acceso in voi qualche curiosità e/o qualche voglia di fare esperimenti a casa vostra, in locale o in trasmissione, per puro divertimento. Nel mio caso si è trattato di qualcosa di appassionante, anche se so già che nel mondo reale della radio non se ne farà nulla o giù di lì, ma è stato avvincente anche solo il farlo … buon lavoro! 😉

Prove di DAB+

Non so il perché, ma il sistema di trasmissione DAB (128 kbit/s MP2), Digital Audio Broadcasting, poi diventato DAB+ (AAC+), mi ha spesso incuriosito, ma non mi ha mai esaltato al punto di spingermi a dotarmi di un sintonizzatore stereofonico dedicato a questo sistema di trasmissione. Teniamo presente che nella mia vita di appassionato di audio sono stato scottato nel passato dal sintonizzatore satellitare audio ADR (Astra Digital Radio) e dal registratore DCC (Digital Compact Cassette), che ben presto, dopo un avvio trionfante, andarono fuori mercato. Ho quindi, con molta cautela, acquistato anni fa una radio monofonica (stereo in cuffia) della Pure, modello One Flow (FM/DAB+/WebRadio), ma probabilmente l’ho usata più per le WebRadio che per il resto. Tra l’altro questo dispositivo al momento è quasi inservibile, poiché la plastica di cui è composto il contenitore è diventata un ammasso appiccicoso, ormai pieno di polvere, ma questa è un’altra storia.

Al di là di tutto, ho avuto la percezione che in Italia il DAB/DAB+ non sia visto dall’ascoltatore medio come un’esigenza primaria. In fondo il servizio in FM si difende ancora egregiamente, anche se la modulazione di frequenza in alcune zone ha problemi di sovrapposizione di frequenze e altre magagne tipiche delle modulazioni analogiche. D’altro canto il DAB+ (174,928 – 239,200 MHz) non ha generato uno switch off come nel caso delle trasmissioni televisive, ma è presente contemporaneamente all’FM (87,5 – 108 MHz) e quindi l’acquisto di un sintonizzatore DAB+ non è una necessità, ma un’opzione. Senza dubbio un altro problema che frena gli acquisti è la copertura del segnale DAB+ che in Italia è a macchia di leopardo. A peggiorare il tutto, ho assistito al progressivo abbassarsi dei bitrate, tanto che nella zona di Torino le emittenti utilizzano da un minimo di 32 kb/s a un massimo di 96 kb/s, chiaramente per caricare a bordo di ogni pacchetto un numero sempre maggiore di emittenti. Pur considerando l’ottima efficienza del CoDec AAC+ credo che i bitrate siano un po’ troppo bassi per le esigenze dell’ascoltatore smaliziato ed esigente, ma questa è la mia umile opinione. Detto ciò e confermando la mia opinione di non voler acquistare per il momento un sintonizzatore dedicato, mi sono voluto lanciare in un esperimento dove ho coinvolto l’impianto “bello” di casa e il PC (dotato di un pennino per la ricezione Radio & TV).

Ho installato il driver per questo dispositivo e il software in dotazione, ma per la ricezione DAB+ ho installato il software DAB Player di Andreas Gsinn, che fornisce una serie di dati molto importanti, oltre alla parte visiva compresa spesso nel segnale, quando si voglia scendere in analisi dal punto di vista tecnico. Ho collegato il pennino ad un’antenna esterna, nella fattispecie un dipolo verticale autocostruito, non calibrato sulle frequenze DAB+, ma per fare un’umile prova si è rivelato più che sufficiente. Prossimamente realizzerò 2 rami del dipolo con le lunghezze calcolate sulle mie esigenze.

Volendo preservare il segnale nel dominio digitale l’ho inviato tramite USB alla scheda Behringer UCA222 (in questa vecchia foto che segue), che ha in dotazione una uscita digitale ottica S/PDIF via Toslink.Tramite un cavetto ottico (smistato da una centralina ottica a 6 vie che gestisce tutto il mio impianto) ho raggiunto il mio buon convertitore AD (ma anche DA) Behringer SRC2496 Ultramatch Pro.

Da qui sono andato all’amplificatore Pioneer A-8 (vintage attualmente rimesso in servizio) e quindi ai miei adorati diffusori Indiana Line Diva 655. Sono passato quindi all’ascolto, specialmente, dei canali a più alto bitstream. La sensazione globale è interessante, anche se a tratti mi sembra che il suono manchi di corposità, complici forse i bitrate a mio umile modo di vedere un po’ bassi. Nella maggior parte dei casi ho constatato che in trasmissione si utilizza spesso una compressione esasperata che mortifica la dinamica del segnale, ma questo è un vecchio problema anche in FM. Farò sicuramente nuove prove, per cui questo articolo è da considerare un primo abbozzo, giusto per gradire. MI ripropongo di fare dei miglioramenti all’accrocchio e di relazionare quanto prima. A coloro i quali volessero lanciarsi in un’avventura di questo tipo, non mi rimane che augurare un buon lavoro! 😉

Dolby® Pro Logic II compatibile

Dopo l’arrivo sul mercato dei sistemi di decodifica multicanale Dolby® Digital e dts® il formato analogico multicanale Dolby® Pro Logic II ha perso un po’ di interesse da parte degli appassionati, ma, secondo la mia umile opinione, ha ancora molto da raccontare.

Indubbiamente Dolby Digital® e dts® hanno il vantaggio di lavorare in digitale e di avere i canali discreti, ma la codifica Dolby® Pro Logic II ha l’indubbio vantaggio di poter “viaggiare” sui consueti 2 canali analogici della stereofonia, grazie alla codifica/decodifica di tipo matriciale.

Questo discorso è molto interessante in quanto le sorgenti audio sono quelle consuete che già possediamo e quindi sostanzialmente evitiamo un ulteriore esborso per nuovi dispositivi. Chiaramente sarà necessario, a valle, un decoder per “riaprire” tutti i canali dell’incisione originale. Va subito detto che la codifica matriciale comporta una perdita nella separazione dei canali, ma ce ne faremo una ragione, dal momento che i vantaggi che ne deriveranno faranno passare in secondo piano questo aspetto. Tutte queste codifiche/decodifiche sono coperte da brevetto e hanno un certo costo che, spesso, per l’appassionato che voglia fare sperimentazione, costituiscono un aggravio economico non indifferente. Nello specifico questo articolo è orientato alle trasmissioni quadrifoniche, che possono avere un grosso contributo da questa codifica analogica. Infatti essendo il segnale, a codifica avvenuta, solamente stereofonico, non dovremo modificare dal punto di vista hardware i nostri trasmettitori/ricevitori. In poche parole con questo sistema si riesce a far entrare i 4 (volendo anche 5) canali nei soliti 2. Questo fatto ha grande importanza quando si vuole trasmettere un segnale multicanale analogico, nel nostro caso quadrifonico, in FM, WebRadio o qualsiasi altro sistema di trasmissione stereofonico. Fortunatamente esistono software per la codifica e la decodifica che non violano brevetti, ma fanno sostanzialmente la stessa cosa in modo diverso. Saranno quindi oggetto di questo articolo la codifica di materiali quadrifonici con AudioMuxer e la decodifica, che può avvenire sul PC (per esempio ascoltando una WebRadio) con Foobar2000 dotato di plugin DSP FreeSurround, oppure tramite il decoder Dolby® Pro Logic II dell’amplificatore Home Theater (Per la ricezione per esempio in FM stereo).

Cominciamo a codificare alcuni files quadrifonici con AudioMuxer. Dopo aver lanciato il programma, li selezioniamo, mettiamo una spunta su “Remix” e selezioniamo “to Stereo Dolby PLII” dopo di che premiamo il bottone “Return”.

Per ottenere la migliore qualità, suggerisco di lavorare sempre in .wav. Una volta ottenuti i files codificati questi sono pronti per la trasmissione. Tanto per fare un esperimento, provate a inviare questi files audio a un micro-trasmettitore FM stereo e a ricevere con un sintonizzatore FM stereo collegato (per esempio all’ingresso videoregistratore, VCR) a un amplificatore Home Theater dotato di decodifica Dolby Pro Logic II®. Il risultato sicuramente vi stupirà …

Per coloro che hanno un PC dotato di una scheda multicanale, interna o esterna che sia, è possibile, sia l’ascolto di files codificati, che l’ascolto di WebRadio che si avvalgano di questo tipo di codifica. Ho già affrontato la configurazione della scheda audio multicanale in un’altra pagina, per cui non mi dilungherò oltre. E’ possibile la decodifica, compatibile con il Dolby® Pro Logic II, tramite il plug-in DSP “FreeSurround” (foo_dsp_fsurround.dll) opportunamente innestato e configurato sul Foobar2000. Al seguente link è presente la documentazione di “Free Surround” (con anche il plug-in, un file di prova e i sorgenti). Una volta in possesso del file foo_dsp_fsurround.dll questo andrà collocato nella cartella “components” del programma Foobar2000. A questo punto andate su “Library” ==> “Configure” ==> “Playback” ==> DSP Manager e selezionate con un doppio click “FreeSurround”. Comparirà il DSP nella finestra. Fate click destro e selezionate “Configure FreeSurround”. Vi troverete al cospetto della figura di cui sotto, dove potrete fare tutte le regolazioni che vi aggradano. A questo punto potrete passare all’ascolto, sicuri del fatto che la decodifica verrà fatta in tempo reale. Dopo aver completato queste operazioni, non sarà quindi necessario utilizzare il decodificatore hardware dell’Home Theater, dal momento che alle uscite multicanale della scheda audio saranno presenti tutti i canali decodificati, che dovranno essere semplicemente amplificati. 

Suggerisco, per l’ascolto quadrifonico, di utilizzare la “Speaker configuration 4.1 (surround)”. Opzionalmente, se avete il subwoofer, potete mettere la spunta su “Redirect bass to LFE (.1) channel” scegliendo nella parte bassa della finestra gli estremi in frequenza dell’intervento.

Ascolto in Quadrifonia (Radio)

Negli anni ’70 ci furono alcune emittenti che si lanciarono nell’impresa di trasmettere in quadrifonia in FM, cosa che purtroppo nel giro di pochi anni andò, come tutta l’avventura a 4 canali, incontro al fallimento per un insieme complesso di cause. I primi tentativi di trasmissione quadrifonica di cui abbiamo traccia utilizzarono l’accoppiamento di 2 emittenti FM stereofoniche e quindi, per la ricezione, l’uso contemporaneo di 2 sintonizzatori su due frequenze diverse, in cui una stazione trasmetteva i canali frontali e un’altra i canali posteriori. Come è facile immaginare non poteva essere questa la soluzione, poichè era necessario che il segnale radiofonico in quadrifonia fosse unico, anche per motivi di occupazione della banda radio. Conseguentemente nelle trasmissioni vennero utilizzati diversi sistemi, tra cui il Quadraplex (discreto, 4:4:4) di Louis Dorren, anche se probabilmente ebbe maggior successo la codifica matriciale 4:2:4 con varie interpretazioni da parte delle aziende produttrici di apparecchiature e di supporti audio. La trasmissione discreta dei 4 canali è quella che garantisce la separazione migliore tra i canali e quindi è da preferire, tuttavia necessita di ricevitori specifici. Strada più facile ha avuto la codifica matriciale dove un encoder “compatta” i 4 canali in un segnale stereofonico che può essere normalmente trasmesso. La ricezione può essere fatta con un altrettanto normale sintonizzatore stereofonico, con l’accortezza di collegare, all’uscita audio di questo, un decoder che dai 2 canali estragga il segnale quadrifonico di partenza. Il problema è che questa operazione crea alcuni problemi in merito alla separazione tra i canali, in dipendenza anche della sofisticazione del decodificatore, comunque tali da non pregiudicare una buona fruizione del sistema. In linea di massima una registrazione così codificata può essere trasmessa con le normali attrezzature di una emittente stereofonica e l’ascoltatore con sintonizzatore e decoder può fruire della quadrifonia. I sistemi di codifica più utilizzati sono stati SQ, QS e Matrix H. In merito a questa tecnica, ho fatto un piccolo esperimento di trasmissione quadrifonica con un micro-trasmettitore FM stereo e con materiale audio con codifica QS. Fortunatamente per noi appassionati le due WebRadio, Radio Max Music ed EZMax, ogni tanto effettuano trasmissioni quadrifoniche codificate quasi sempre in QS, di cui mi premuro di dare avviso, con buon anticipo, nei miei due gruppi “Quadrifonia” e “WebRadio Tecnica“.

Nelle immagini a seguire mostro la ricezione delle 2 emittenti indicate sopra, per mezzo di Foobar2000. Come è facile notare la ricezione è basata sui classici 2 canali stereo, però, come ho gia affermato, codificati QS.

Basterà collegare all’uscita stereo dal PC un decoder QS per poter fruire della trasmissione. Tuttavia è noto che trovare un decoder QS dei tempi che furono è complicato, ma per quelli come me che hanno un Home Theater con la decodifica analogica Dolby Pro Logic II (Music) la compatibilità tra i 2 sistemi è molto vicina. In questo caso sull’Home Theater ho utilizzato l’ingresso stereofonico analogico VCR, quello del videoregistratore. Chiaramente la decodifica analogica Dolby Pro Logic II fornirà un’uscita con 5.1 canali a fronte dei 4 della decodifica QS, ma persone molto più competenti di me sostengono che la ricostruzione sia molto verosimile.

Fortunatamente esistono in commercio decoder quadrifonici anche al giorno d’oggi, come per esempio il Surround Master v2 della Involve, che si avvale della tecnologia DSP, per cui, volendo, anche questa è una possibilità. Come è possibile constatare, al giorno d’oggi esistono diverse possibilità per la ricezione di queste emittenti che si avvalgono anche della Quadrifonia. La speranza è che si moltiplichino, in modo che sempre più persone possano fruire di questa gloriosa tecnologia che ha fatto appassionare non poche persone.