Radiofreccia

Non ho mai nascosto ai miei pochi lettori di preferire la radio piuttosto che la TV. La radio mi ha sempre consentito di far volare la fantasia, mentre la TV me l’ha lentamente uccisa. Radiofreccia, del gruppo RTL, mi ha fatto scoprire nuove prospettive da tenere in considerazione in quanto è una Radio, ma anche una TV. Omaggio al film di Luciano Ligabue, Radiofreccia, la programmazione è impostata volutamente con lo spirito iniziale delle radio libere degli anni ’70 e orientata al Rock. Inutile dire che questa emittente mi ha subito catturato … poi ho scoperto che è anche una TV in contemporanea alla radio, un format decisamente interessante.

Radiofreccia in FM

Radiofreccia in DAB+

Radiofreccia in streaming AAC tramite il programma Radio Sure.

E’ possibile ascoltare la radio in diverse modalità :

  1. FM (90,9 MHz a Torino).
  2. DAB+ sul bouquet EuroDAB Italia (canale 12A, 116 kb/s, a Torino).
  3. Tramite App per Android e iOS.
  4. Streaming direttamente dal sito di Radiofreccia, sui principali siti di streaming o con applicazioni, ad esempio Radio Sure.
  5. Radio satellitare : Hot Bird 13* Est – 11,623 GHz con Pol. V (Id. Guardia Costiera, in realtà Radiofreccia) (Info)
  6. Radio satellitare : Hot Bird 13* Est – 12,149 GHz con Pol. V (Id. RADIO FRECCIA) (Info)

La cosa interessante è che questa emittente è contemporaneamente una TV e una radio, l’audio è lo stesso. In sintesi si può ascoltare come una radio, ma si può anche vedere e ascoltare in TV con tanto di filmati dei nostri artisti Rock preferiti.

Si può fruire della TV in vari modi :

  1. Digitale Terrestre sul canale 258
  2. Digitale Terrestre sul canale 537
  3. TV digitale satellitare SD : Hot Bird 13* Est – 11,541 GHz con Pol. V (Info)
  4. TV digitale satellitare HD : Hot Bird 13* Est – 11,642 GHz con Pol. H (Info)

Essendo appassionato di Rock, oltre che di Classica e Jazz, questa emittente Radio/TV non poteva fare altro che finire nell’olimpo delle mie preferite. Ben conscio che quindi il mio sia un giudizio influenzato dai ricordi radiofonici della mia gioventù e da una viscerale passione per il Rock, specialmente del passato, mi sento di raccomandarne l’ascolto/visione a tutti, in special modo ai giovani, così che possano rendersi conto di quanto sia stato travolgente (e quanto lo sia ancora) questo stile musicale.

Produrre audio multicanale 5.1 in casa

Tra le varie cose che mi hanno sempre affascinato ai tempi delle scuole superiori e poi dell’Università c’è stato l’audio multicanale, reale o virtuale che fosse. Allora erano disponibili costosissimi sistemi di ritardo dell’audio su un paio di diffusori posteriori che noi, poveri studenti sbaioccati, potevamo solo guardare dalla finestra. Mi ricordo con affetto di un macchinosissimo esperimento che feci per generare un ritardo su due diffusori posteriori utilizzando il circuito di monitor della registrazione della piastra a cassette. Nel mentre nasceva la quadrifonia, destinata a precoce scomparsa a causa dei troppi sistemi di codifica/decodifica, dei pochi dischi e nastri quadrifonici usciti sul mercato e anche in virtù di costi non esattamente popolari. Una curiosità, ovviamente illegale, è la trasposizione fatta da appassionati, di qualche decina di nastri/dischi quadrifonici dei tempi che furono in formato DTS, utilizzando alcuni canali del sistema 5.1 in una moderna quadrifonia 4.0 o 4.1 su CD. Ho avuto occasione di ascoltare, tra i vari dischi presenti, “The Dark Side of the Moon”, “Wish You Were Here” e “Atom Heart Mother” dei Pink Floyd, nell’intento di mettere un cerottone a quanto perso negli anni ’70 … beh, è stata una grande emozione ! 🙂 Nostalgia canaglia a parte, a quanto pare il formato audio per eccellenza è rimasto quello stereofonico, anche se al giorno d’oggi esistono varie apparecchiature audio multicanale, onestamente poco diffuse e con i soliti dischi noti rimixati in 5.1. La vera realtà dell’audio multicanale, prima analogico e poi digitale, dopo aver mancato il mercato dell’audio, si è sviluppata nell’uso cinematografico e ora approda al mercato televisivo in tempo reale o in streaming. Essendo appassionato di cinema/serie di fantascienza e conseguentemente di Home Theater, nonchè di Home Recording, ho cominciato a studiare se fosse possibile produrre una traccia audio 5.1 da riprodurre con le apparecchiature di casa, così per poter fare un po’ di sperimentazione. Dopo qualche ora di navigazione in Internet ho approfondito la tematica e sono riuscito a creare un file .ac3 che ho fatto leggere dal player audio del mio WD TV Live.

Con enorme soddisfazione ho visto accendersi la scritta Dolby Digital e gli indicatori dei canali 5.1. Ho quindi deciso di scrivere una pagina, Audio 5.1 fatto in casa, dedicata a coloro i quali si vorranno cimentare in questa avventura. Buon lavoro ! 🙂 

WebRadio

“Video killed the radio stars” recita una canzone dei Buggles, “Il video ha ucciso le star radiofoniche” … forse per molti è così, per me sicuramente no. Essendo nato nel 1960 ho vissuto in un periodo in cui avevo a disposizione due canali televisivi in bianco e nero e tre emittenti radio in AM/FM, tragicamente monofoniche, dell’allora monopolista RAI. Non ho un brutto ricordo di quel periodo, anzi, credo che questa programmazione fosse quanto di meno invasivo si potesse immaginare. Sicuramente ai tempi non si andava in overdose di notizie, come al giorno d’oggi, causa il travolgimento informativo dovuto a innumerevoli canali televisivi ripartiti tra digitale terrestre e canali satellitari. Al giorno d’oggi poca informazione non è garanzia di pluralismo, troppa, a mio modesto avviso, genera probabilmente confusione. Amerò sempre la radio perché consente di far “viaggiare” la fantasia e conseguentemente ho progressivamente escluso, con un meccanismo molto naturale, la TV.

Essendo appassionato di Cinema, soprattutto di Fantascienza dagli albori del muto al giorno d’oggi, non ho abbandonato il “piccolo ormai grande” schermo, ma ho ritenuto opportuno approfittare dei servizi che offrono altre forme di televisione, nella fattispecie Film & Telefilm in streaming, senza pubblicità, che vengono offerte a prezzi molto accessibili. Ho molto apprezzato che con questo metodo è possibile fruire on demand dell’alta definizione e dell’audio multicanale 5.1, poco comuni nelle trasmissioni televisive in chiaro di tutti i giorni. Ho voluto fare questa premessa per ribadire che, probabilmente uscendo dalle statistiche, preferisco la radio alla TV.

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Autoradio Analogica

Per un’appassionato radioascoltatore che sia interessato alla ricezione di un segnale audio di alta qualità, ai giorni nostri la soluzione con modulazioni analogiche mostra alcuni limiti difficilmente superabili. La trasmissione in Modulazione di Ampiezza nelle bande delle Onde Lunghe, Onde Medie e Onde Corte, magari proveniente da molto lontano, ha indubbiamente un grande fascino anche se non è nitida, ma sicuramente non ha i sacri crismi dell’Hi-Fi. Notoriamente il problema della Modulazione d’Ampiezza è dovuto alle interferenze atmosferiche e alla limitata Risposta in Frequenza di 4,5 kHz dovuta alla banda di canale di soli 9 kHz. Un grosso miglioramento in Italia si ebbe con l’adozione nel 1950 della Modulazione di Frequenza, con 50 µs di pre-enfasi, come nel resto d’Europa, per migliorare il Rapporto Segnale/Rumore, dove la Risposta in Frequenza raggiunge i 15 kHz e globalmente sono soddisfatti i criteri per l’Hi-Fi. Per chi fosse interessato ad approfondire ho trovato affascinante l’articolo “I primi anni dell’FM in Italia” di Maurizio Nicolussi. Purtroppo essendo la banda FM italiana satura di segnali con potenze nell’ordine di molti KW non sono infrequenti le interferenze tra le emittenti specialmente nelle zone a cavallo tra due trasmettitori quando questi operano sulla stessa frequenza o poco discosto. La Stereofonia è possibile sia per la Modulazione d’Ampiezza (C-QUAM) che per la Modulazione di Frequenza (GE/Zenith). Non ho invece traccia di sperimentazioni della Quadrifonia radiofonica in F.M. in Italia. Alcune emittenti hanno anche trasmesso con il sistema di riduzione del rumore Dolby FM che prevede una pre-enfasi di 25 µs, ma le poche emittenti attrezzate, la scarsità di apparecchi riceventi con tale decodifica e il basso interesse del pubblico determinarono il fallimento del sistema. Visti i non pochi problemi legati alle modulazioni analogiche bisognava trovare una nuova strada per dare soddisfazione al radioascoltatore audiofilo e anche per risolvere i complessi problemi di una buona ricezione in mobilità. Una buona soluzione poteva essere quella delle trasmissioni radiofoniche digitali DAB, ormai convolate al più performante ed attuale DAB+, tra l’altro non retrocompatibile con i vecchi ricevitori DAB. Tuttavia la prospettiva dell’acquisto di un nuovo ricevitore, l’esiguo numero di canali disponibili attualmente e la copertura del nostro paese molto diversa da regione a regione, hanno decretato una tiepida accoglienza al nuovo sistema che stenta a decollare. In alternativa al DAB+ la fruizione dei canali radiofonici digitali messi a disposizione dal sistema DVB-T/DVB-T2 (Televisione Digitale Terrestre) e dal sistema DVB-S/ DVB-S2 (Televisione Satellitare) si è dimostrata poco pratica.

Wikipedia – Studio di una WebRadio

Quando la situazione sembrava ormai poco favorevole al radioascoltatore audiofilo la soluzione si è presentata per mezzo delle WebRadio che offrono una ragionevole ed economica soluzione ai problemi di una ricezione fissa di alta qualità a casa, a patto che il bitrate di trasmissione, in kb/s, sia alto e l’algoritmo di compressione dell’audio digitale sia efficiente. In futuro, probabilmente, prima o poi si diffonderanno autoradio con la capacità di ricezione delle WebRadio e quindi si parlerà di questi servizi anche in mobilità. Per mezzo degli smartphone è già possibile, ma ovviamente pesanti problemi di consumo banda limitano ne limitano pesantemente la fruizione. Qualcuno potrebbe, storcendo il naso, dire che queste non sono trasmissioni radio vere e proprie, dal momento che non usano onde elettromagnetiche. Effettivamente il segnale è trasmesso via cavo, ma, secondo il mio punto di vista, le trasmissioni hanno la stessa valenza. Ciò premesso per ricevere le WebRadio ci sono vari modi con apparecchiature che spesso l’appassionato ha già disponibili a casa, quali Personal Computer, SmartPhone e apparecchiature dedicate alla funzione specifica.

Radio FM/DAB/DAB+/WebRadio

Dal punto di vista pratico, per non parlare immediatamente di questioni tecniche, sono ovviamente presenti tutte le emittenti che trasmettono nei modi ordinari, in AM/FM/DAB+/DVB-T(Digitale Terrestre)/DVB-S(Digitale Satellitare), ma esistono anche stazioni che trasmettono esclusivamente in rete. La bontà dell’audio, pressoché nella totalità dei casi stereofonico, è in funzione dell’algoritmo di compressione audio digitale del flusso audio (mp3, ogg, aac/aac+, …) scelto dall’emittente e della velocità di streaming, in kb/s, scelto per il flusso di trasmissione. La maggioranza delle WebRadio é in mp3 che è un algoritmo proprietario.
mp3_logo

Alcune si avvalgono dell’algoritmo Ogg che ha il vantaggio di non essere proprietario.

ogg_logo

Altre ancora si avvalgono del recente ed efficiente algoritmo AAC+. I moderni dispositivi di ricezione contengono all’interno gli algoritmi di decodifica per cui non ci sono ostacoli alla ricezione.

Rai Radio 5 Classica

Rai Radio 5 Classica, che potete ascoltare durante la lettura dell’articolo cliccando qui, appartenente al servizio pubblico e in passato conosciuta come V-VI Canale Filodiffusione RAIFD AuditoriumRai Radio FD 5, cominciò le trasmissioni nel 1958, esclusivamente per mezzo della Filodiffusione, un servizio ricevibile con un apposito ricevitore collegato alla presa telefonica con larghezza di banda audio di 7 KHz ed ovviamente esente dai disturbi relativi alla trasmissione via radio in modulazione di ampiezza.

Fonte Wikipedia

Era un bel passo in avanti considerando che ai tempi c’erano solo trasmissioni in modulazione di ampiezza nella banda delle Onde Medie, molto sensibili ai disturbi atmosferici e con larghezza di banda di solo 4,5 KHz. In seguito il canale divenne l’unico diffuso in stereofonia esclusivamente dal servizio di Filodiffusione. Dal 1974 il segnale fu diffuso in modulazione di frequenza, ma solamente a Torino (101,800 MHz), Milano (102,200 MHz), Roma (100,300 MHz) e Napoli (103,900 MHz). Successivamente fu attivato anche il trasmettitore di Ancona sui 106 MHz. Con le trasmissioni in F.M. stereo conobbe un buon successo e dal 1981, anno in cui acquistai il sintonizzatore top di gamma Pioneer F-9, divenne uno dei miei ascolti radiofonici preferiti. Ben presto, per migliorare il livello e la qualità del segnale, installai un’antenna esterna dedicata alla banda della modulazione di frequenza, la Fracarro 2 FM, che mi diede un buone soddisfazioni.

Fonte Wikipedia

Credo che questa emittente sia stata la principale artefice della crescita culturale di molti appassionati nell’ambito della musica classica poiché trasmette ininterrottamente, per 24 ore al giorno, esclusivamente musica, senza pubblicità, alternata solo da annunci all’inizio ed alla fine di ogni composizione. Rai Radio 5 Classica è disponibile anche in formato digitale DAB+ nelle zone raggiunte dal servizio. In Torino è ricevibile sul bouquet RAI DAB+ alla frequenza di 225,64 MHz con codifica MPEG-4 High Efficiency AAC v2 (HE-AAC v2) e con un bitstream di 87 Kb/s. Tra le varie comodità della tecnica digitale segnalo che sul display del ricevitore è possibile prendere visione dei dati relativi al brano in ascolto.

2016-02-03 21.17.01Un’altra opportunità di ascolto a copertura nazionale è offerta dalla TV Digitale Terrestre DVB-T sul bouquet RAI Mux 2, che diffonde questo servizio radiofonico con compressione mp2 a 192 kb/s di bitstream.

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Rai Radio 5 Classica può essere ascoltata al di fuori dei confini nazionali o nelle zone in Italia non raggiunte dal servizio tramite il Satellite Hot Bird 2 situato a 13° Est alla frequenza di 11804,2 MHz con polarizzazione verticale e FEC 2/3.

2016-11-17-19-24-34E’ anche ricevibile come WebRadio all’indirizzo http://icestreaming.rai.it/5.mp3 con compressione mp3 con bitstream a 96 Kb/s. Per ulteriori notizie è possibile consultare la pagina Facebook di Rai Radio 5 Classica.

La Seconda Giovinezza – Atto II

Dopo aver scoperto le meraviglie acustiche del circuito integrato Tripath TA2024 (2 X 10 W su un carico di 8 Ω) per mezzo del Fenice® 20 MKT II, mi sono imbattuto nel corso delle mie navigazioni in libertà in un amplificatore che mi ha incuriosito e affascinato, l’APPJ PA0901A, un valvolare da 2 X 3,5 W su un carico di 8 Ω. Dopo averlo studiato in tutti i modi e da tutti i lati non ho resistito e l’ho acquistato. Quando è arrivato, dopo un viaggio di una decina di migliaia di chilometri, l’ho collegato con i connettori a banana dorati da 4 mm alle mie amate Indiana Line Diva 655 che vantano una sensibilità di 91 dB/W/m e all’uscita del convertitore A/D-D/A Behringer Ultramatch Pro SRC2496 con un cavo con connettrori RCA dorati.  L’ho ascoltato per decine di ore e ancora adesso continuo a non credere alle mie orecchie … suona magnificamente e ho scoperto che 2 X 3,5 W su un carico 8 Ω non sono per niente pochi. Questo gioiellino si avvale di un doppio triodo 12AX7B e di due pentodi EL84, valvole ormai prodotte da decenni da molti costruttori. Con mia somma felicità posso solo dire che prosegue l’onda positiva della Seconda Giovinezza !

Amplificatore valvolare APPJ PA0901A

Amplificatore valvolare APPJ PA0901A

La Seconda Giovinezza

Ho 53 anni e da una trentina di anni soffro di una grave malattia, tecnicamente chiamata Hi-Fi. Spesso ci sono stati episodi acuti nei quali non ascoltavo, sbagliando, neanche più la Musica, ma l’impianto. Fortunatamente almeno da questi episodi sono guarito ed è rimasta la malattia di base, dalla quale, ne sono sicuro, non guarirò mai. E cosi sia ! Ascoltare Musica è sempre stata la mia passione, al punto che il televisore di casa è quasi sempre spento. Nel corso dei decenni ho modificato e/o stravolto il mio impianto in tutti i modi, spendendo un po’ di soldini, per arrivare finalmente al sistema attuale del quale sono soddisfatto. Credevo di essere arrivato al Nirvana Audio … poi, qualche giorno fa, spinto dalla curiosità ho comprato un piccolo amplificatore da pochi Watt (2 X 10 W su 8 Ω) basato sul circuito integrato Tripath TA2024 in merito al quale si narrano meraviglie sulla rete. Ho scelto il Fenice® 20 MKT II nella versione a 1 ingresso con connettori RCA e morsetti per i diffusori, anche per banane da 4 mm, entrambi dorati . Per alimentare questo apparecchio ho acquistato un Linearity 1 Electronics Co., Ltd. modello LAD6019AB4 (A). Se escludiamo le spese di trasporto, stiamo parlando di una spesa totale di € 66,90. Ho inserito questo amplificatore nel mio sistema audio, sono passato all’ascolto dei miei soliti brani test e … sono rimasto sconvolto dalla bellezza del suono ! Mi è sembrato di tornare ai tempi in cui ero uno sbarbatello che ascoltava ii primi sistemi Hi-Fi stereofonici, una seconda giovinezza ! Ho pensato quindi di approfondire la mia conoscenza di questa galassia che ruota intorno al Tripath TA2024 al punto di inaugurare una sezione apposita in questo sito denominata Amplificatori Classe T. Buona lettura !

Amplificatore Fenice® 20 MKT II

Amplificatore Fenice® 20 MKT II

Hi-Fi e Musica

Ho cominciato ad ascoltare Musica seriamente all’età di 8-10 anni, stavano finendo gli anni ’60. Ricordo, come se fosse oggi, la mia prima audiocasetta, ancora funzionante, “Best of Cream”, che ricevetti con il primo registratore monofonico, tutt’altro che Hi-Fi. Ascoltavo la Musica, anche con un mangiadischi, ma la qualità dell’ascolto non era per niente soddisfacente. Ricordo audaci esperimenti e autocostruzioni con vecchi altoparlanti recuperati da carcasse di radio e TV per migliorare il suono delle mie, adesso antiche, apparecchiature. Il primo sistema Hi-Fi arrivò, con mia somma gioia, quando ero già lanciato negli studi universitari. Da allora ho sempre più affinato il mio impianto e oggi, dopo molti cambiamenti, mi posso ritenere soddisfatto delle attuali soluzioni che ho adottato. Per un certo periodo ho anche commesso, in assoluta buona fede, il tragico errore di ascoltare l’impianto e non la Musica. Poi, in questi decenni, si è passati dalla registrazione analogica a quella digitale, con tutti i pregi e i difetti di entrambi i sistemi. Fiumi di inchiostro sono stati scritti in merito all’eterna battaglia tra “analogisti” e “digitalisti”, anche se alla fine non c’è stato il trionfo netto di uno di questi sistemi. Non voglio entrare nel merito di questa discussione perché non è lo scopo di questo sito. Ho pensato di depositare in questo spazio ricordi, sperimentazioni attuali e idee futuribili con l’auspicio di poter scambiare idee con altri “ammalati” di Musica e di Hi-Fi.