HiFi Hardware

Quando, oltre 30 anni fa, ero uno studente universitario sbarbatello che si dilettava di Hi-Fi, ero convinto che il componente meno critico di un impianto audio fosse l’amplificatore. Sbagliavo. Si disquisiva per intere giornate sui giradischi, sulle testine a bobina mobile a basso segnale di uscita e sui relativi pre-preamplificatori, su malsuonanti e complicatissime piastre di registrazione e, comunque sempre e giustamente, sui diffusori … molto di meno si parlava di amplificatori integrati o di preamplificatori e finali di potenza. Spesso si parlava di apparecchiature da decine, se non centinaia di watt, di potenza. Sembrava che più potente fosse questa elettronica, più dovesse suonare bene o, perlomeno, io ho avuto questa percezione del periodo. Poi sono entrati in commercio amplificatori di alta qualità con potenze a mano a mano decrescenti; forse cominciava a passare il messaggio che non è necessario avere un mostro di potenza in casa per poter ascoltare bene la Musica. Incuriosito da questa filosofia nell’ultimo anno ho acquistato, dato il loro costo molto più che abbordabile, un Fenice® 20 MKTII da 2 X 10 W (8 Ω) e un piccolo valvolare APPJ PA0901A da 2 X 3,5 W (8 Ω) che ho interfacciato agli splendidi Indiana Line Diva 655, diffusori con una sensibilità di 91 dB/W/m. Dopo aver speso in passato belle cifre, sono rimasto allibito nel constatare che questi amplificatori sono oggetti che fanno tornare alta la voglia di ascoltare la Musica. Evidentemente è possibile acquistare e, a volte, costruire con un po’ di esperienza un amplificatore molto ben suonante senza dover accendere un mutuo. Nelle pagine di questa sezione ho cercato di trasferire quello che so in merito a questo argomento.

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