Comincio questo articolo con una precisazione in merito al titolo, per non andare su 2 righe, cosa molto antiestetica. Dolby® Surround PL deve essere letto come Dolby® Surround Pro Logic. Detto ciò, il Dolby® Surround è un sistema multicanale dedicato all’Home Theater ormai pressoché in disuso. Da un normale segnale stereo, codificato con questa modalità, il decoder Dolby® Surround Pro Logic provvede all’estrazione di 4 canali: frontale sinistro, centrale, frontale destro e surround. Quest’ultimo canale, surround, viene normalmente inviato a due diffusori posteriori e ha, a differenza dei primi 3 a banda intera, una banda audio limitata tra i 100 Hz e i 7 kHz. In sintesi entriamo nel decoder con un segnale stereo codificato, e ne usciamo con 4 canali, in cui i due frontali saranno da inviare all’amplificatore stereo solito e gli altri due, tramite l’amplificazione a bordo, verranno inviati al diffusore centrale e ai due diffusori surround (che diffondono la stessa cosa). Chiaramente lo sviluppo successivo dell’encoder/decoder Dolby® Pro Logic II ha portato un netto miglioramento, dal momento che siamo in presenza di 5 canali a banda intera, dove i canali posteriori sono indipendenti. Ci sono poi state le evoluzioni al Dolby® Pro Logic IIx e al Dolby® Pro Logic IIz, ma ritorniamo al Dolby® Surround Pro Logic, con la prova di un decoder usato, ma praticamente nuovo, che ho avuto la fortuna di poter acquistare per € 40. Forse qualcuno si domanderà il perché abbia acquistato questo decoder, dal momento che la decodifica Dolby Pro Logic è presente, insieme ad altre, negli amplificatori Home Theater. Non nascondo che a traviarmi sia stata una bella estetica, 4 VU-meter a LED ammiccanti, i pulsanti misteriosi “Matrix” e “Hall”, l’amplificazione on-board per centrale e surround, il telecomando, il manuale originale, il costo molto contenuto e una voglia incredibile di fare sperimentazione audio (anche unito al video) … etc., senza contare che mi piace collezionare e utilizzare questi dispositivi. Detto ciò passiamo alla presentazione del decoder.



Effettivamente è una bella unità e, come si può constatare, benché usata, è in ottime condizioni (si noti il nylon ancora presente sul telecomando). Una curiosità è il marchio “L&C Design”, che esiste e ho trovato il loro sito, ma di questo dispositivo non ho nessuna traccia, per cui non mi rimane che la prosecuzione delle ricerche. Al di là di ciò, ho collegato a questa unità, che ha on-board l’amplificazione per il centrale e il surround, due diffusori Scythe SCBKS-1100 Kro Craft Speaker Rev. B e il diffusore centrale Yamaha NX-C120. Ho collegato inoltre, all’uscita linea preposta, il Subwoofer amplificato Yamaha SW-P240. Per i canali frontali ho utilizzato l’uscita linea del dispositivo che tramite un amplificatore Fenice 20 MKT II ha alimentato i diffusori Bose Model 141.



Mi rendo conto che il posizionamento dei diffusori sulla scrivania sia indecoroso per le regole dell’Home Theater, ma chiedo venia, è stata una prova al volo del dispositivo, per constatarne il buon funzionamento. Ovviamente in futuro farò prove con più tranquillità, ma soprattutto cercherò di fare un’installazione fissa. Per l’ascolto vero e proprio ho utilizzato come sorgente analogica il computer, tramite la solita scheda DAC da € 4, collegata in USB al PC. Ho cominciato ad ascoltare files codificati in Dolby® Surround, decodifica che si ottiene premendo il pulsante “Surround”.
La decodifica è stata corretta e il suono molto soddisfacente. Premendo il pulsante “Test” il dispositivo emette un segnale che va a individuare i 4 canali, mentre il pulsante “Phantom”, in caso di mancanza del diffusore centrale, invia il relativo segnale ai diffusori frontali.

Un potenziometro regola il segnale in ingresso e un altro permette la regolazione del volume del subwoofer che ho collegato per completezza.
Il dispositivo indubbiamente più appariscente di questo decoder è il quadruplo VU-meter che ci informa sui livelli dei 4 canali ed è indubbiamente un piacere per la vista.

Molto comoda è la possibilità di regolazione, tramite pulsanti up/down, del volume del canale centrale, del volume del canale surround e del master volume.

A questo punto ho potuto testare i misteriosi pulsanti rimanenti, al di là del tasto monitor per il registratore. “Matrix” sintetizza il suono stereofonico da una sorgente mono, mentre “Hall”, a partire da un segnale stereofonico (non codificato Dolby® Surround), cerca di ricreare l’ambiente di una sala da concerto. Globalmente è un processore audio che tratta bene i segnali ed è molto piacevole all’ascolto e anche alla vista. Molto comodo è il telecomando che duplica tutti i comandi, tranne il potenziometro di input e quello del livello del segnale inviato al subwoofer.

Erano in vendita, sul sito di un noto operatore dell’e-commerce, 3 di queste unità che sono ovviamente state acquistate dagli estimatori in tempi brevi, dato il basso costo, la dotazione di accessori e il manuale originale. E’ pur vero che gli Home Theater hanno questo decodificatore, ma trovo che questo apparecchio, di non poco tempo fa, abbia un suo innegabile fascino. Esiste inoltre una nutrita discografia codificata in Dolby® Surround, come si può vedere al seguente link. Questo decoder diventa quindi un pezzo da collezione con il quale ascoltare musica, fare esperimenti audio e magari anche per andare a rivedere vecchi film, magari di fantascienza, che nei meandri della colonna sonora stereofonica analogica contengono la gloriosa codifica Dolby® Surround. Buon ascolto/visione! 😉


Il passaggio da “Line” a “Blue” e viceversa è garantito con una pressione del tasto M. A impreziosire questo piccolo amplificatore ci sono due ingressi per dispositivi di memorizzazione, uno USB anteriore e un secondo per memorie TF sul lato sinistro. Ho fatto prove con files mp3 e la lettura è risultata precisa e di buona qualità. La dotazione di comandi del player è essenziale, ma efficace, play/stop, brano precedente e brano successivo. Sul display si ha giusto il tempo trascorso del brano e nulla più, ma a queste cifre ci accontentiamo, è già un di più. Non ho fatto prove ma viene anche dichiarata la possibilità di lettura nei formati wav, FLAC e Monkey’s Audio (.ape). Sul frontale è presente un ingresso ausiliario stereo mini-jack contassegnato come “Aux”. Nella parte posteriore dell’amplificatore abbiamo le connessioni per i diffusori che dispongono sia di morsettiera che di ingresso per connettori cosiddetti “banana”. Esiste poi un ingresso RCA linea e un ingresso per l’alimentazione (con + centrale). Dopo aver connesso tutti i cavi ho fatto una prova di ascolto alla scrivania utilizzando una schedina audio esterna economica USB-minijack, poco più di € 4, di cui ho già parlato in 

Ho utilizzato due amplificatori identici, uno per i canali frontali e uno per i canali posteriori, quindi ho utilizzato 4.0 canali dei 5.1 disponibili. Sui canali frontali sono state collegate le Bose Model 141 e sui posteriori ho collegato 2 diffusori Scythe SCBKS-1100 Kro Craft Speaker Rev. B (presi in prestito dall’HT). Mi rendo conto di aver violato la regola dei 4 diffusori identici su un impianto quadrifonico, ma non avevo voglia di smontare le Scythe posteriori dell’HT … fate finta di niente, grazie. 😉 Ho fatto i collegamenti usando connettori “banana”, anche per velocità operativa degli esperimenti.
Ho inoltre controllato che il software fosse settato in modo corretto per una riproduzione quadrifonica.
Mi rendo conto che la posizione dei diffusori non sia corretta, ma, per una prova al volo come questa, ci accontentiamo. La cosa comoda di questi amplificatori è la visualizzazione del livello del volume sul display, per cui ho regolato entrambi allo stesso volume. Il volume generale può essere regolato dal PC via software, anche se alcuni suggeriscono di lasciare sempre il volume del PC al massimo per non “toccare” il segnale digitale originale. Al di là di questi aspetti, il sistema ha funzionato bene, al punto che sto pensando di realizzare un impianto quadrifonico fisso alla scrivania in merito al quale relazionerò in un prossimo prevedibile scritto. In poche parole, se vorrò ascoltare in stereofonia dal PC accenderò un amplificatore e se, diversamente, vorrò ascoltare in quadrifonia, ne accenderò 2. Come è possibile vedere la quadrifonia è alla portata di tutti. Buon lavoro! 😉


Quindi quando riceviamo le WebRadio che stanno trasmettendo in quadrifonia, all’uscita della nostra scheda audio (interna o esterna che sia) avremo comunque un segnale stereo analogico. Questo segnale analogico stereofonico, opportunamente decodificato, ci restituirà i quattro segnali analogici che dovranno essere amplificati e inviati ai relativi diffusori. Premetto che la codifica QS può anche essere decodificata con successo dal decoder Dolby® Pro Logic II, presente normalmente negli impianti Home Theater, quindi tutto il discorso a seguire verterà su questo tipo di decodificatore. Chi non disponesse di un amplificatore Home Theater probabilmente sarà tentato di terminare la lettura dell’articolo in questo momento, ma mi preme anticipare che se disponete sul vostro PC di una scheda audio multicanale, c’è una soluzione gratuita via software che salverà la situazione, ma andiamo con ordine. Se disponiamo di un amplificatore Home Theater basterà collegare l’uscita stereofonica analogica della nostra scheda audio del PC all’amplificatore e precisamente all’ingresso analogico stereo videoregistratore (VCR) o similare, purché questo ingresso possa usufruire della decodifica Dolby® Pro Logic II. Fatto ciò ci accorgeremo di essere immersi nella musica quadrifonica trasmessa da queste WebRadio. Come si può notare, con pochi semplici passaggi, potremo rendere operativa questa nuova/vecchia modalità e l’ascolto ci premierà per lo sforzo.

Non mi rimane che l’augurare a tutti un buon ascolto quadrifonico! 📻🎵🍹