Amplificatore Appj con TPA3116D2

Chi, come il sottoscritto, a fine anni ’70 ha cominciato l’arduo cammino della passione per l’Hi-Fi, si ricorderà che l’amplificatore è un oggetto che ha un certo costo ed è un apparecchio che, in certe versioni, è pesante e parecchio ricercato nelle soluzioni, senza contare che i più fortunati avevano addirittura preamplificatore e finale di potenza. Per ottenere una buona qualità era quindi necessario un discreto esborso economico, dopo aver messo sul piatto tutte le caratteristiche che si volevano ottenere. Al giorno d’oggi l’impianto Hi-Fi non è quasi più nelle mire dei giovani, che spesso preferiscono i molto più maneggevoli ed economici diffusori bluetooth. Per carità, non voglio aprire una polemica, ognuno è libero di pensarla come preferisce e di spendere il proprio denaro come meglio ritiene. Tuttavia mi permetto di presentare un amplificatore di base, che, al di là delle spese di trasporto, costa meno di € 13 e ha, secondo il mio umile parere, una buona resa sonora. Si tratta dell’amplificatore stereofonico con marchio Appj, dotato di un circuito integrato audio TPA3116D2 dal quale possiamo aspettarci, come da datasheet, 2 × 50 W su 4 Ω alimentandolo a 21 V.

Devo subito aggiungere, per correttezza, che bisogna dotarsi per il funzionamento di un alimentatore esterno che deve fornire una tensione compresa tra i 4,5 V e i 26 V. Nel mio caso ho optato per i 12 V, ma prossimamente mi riserverò di fare prove anche a 24 V. Dotazione interessante di questo apparecchio è il ricevitore Bluetooth 5.0 che permette un efficiente interfacciamento, ad esempio, con un cellulare. Il passaggio da “Line” a “Blue” e viceversa è garantito con una pressione del tasto M. A impreziosire questo piccolo amplificatore ci sono due ingressi per dispositivi di memorizzazione, uno USB anteriore e un secondo per memorie TF sul lato sinistro. Ho fatto prove con files mp3 e la lettura è risultata precisa e di buona qualità. La dotazione di comandi del player è essenziale, ma efficace, play/stop, brano precedente e brano successivo. Sul display si ha giusto il tempo trascorso del brano e nulla più, ma a queste cifre ci accontentiamo, è già un di più. Non ho fatto prove ma viene anche dichiarata la possibilità di lettura nei formati wav, FLAC e Monkey’s Audio (.ape). Sul frontale è presente un ingresso ausiliario stereo mini-jack contassegnato come “Aux”. Nella parte posteriore dell’amplificatore abbiamo le connessioni per i diffusori che dispongono sia di morsettiera che di ingresso per connettori cosiddetti “banana”. Esiste poi un ingresso RCA linea e un ingresso per l’alimentazione (con + centrale). Dopo aver connesso tutti i cavi ho fatto una prova di ascolto alla scrivania utilizzando una schedina audio esterna economica USB-minijack, poco più di € 4, di cui ho già parlato in altra pagina e tramite i miei adorati diffusori monovia Bose Model 141.

Piacevole particolare aggiuntivo è la segnalazione sul display luminoso del livello del volume. Conoscevo già questo circuito integrato per averlo provato su schede nude in un paio di esperimenti che ho condotto tempo fa, l’Impianto Audio Minimalista e l’Impianto Quadrifonico Minimalista. Devo dire che mi piaceva e continua a piacermi perché coniuga una buona economia con un audio di buona qualità. In questo caso avere tra le mani un piccolo gioiellino venduto a così buon mercato mi fa ben sperare per il futuro della riproduzione audio in qualsiasi casa. Dati questi presupposti e la mia malattia ormai congenita nei confronti della Quadrifonia, si doveva presupporre che sarei andato in questa direzione. Infatti non si tratta di un acquisto singolo, ma di una acquisto doppio, che sicuramente non dissesterà le mie finanze.

Per questo esperimento ho utilizzato (per non smontare i cavi 5.1 che vanno dalla scheda audio multicanale del PC all’Home Theater), una scheda audio multicanale 5.1 esterna molto economica, meno di € 10, ma comunque ben performante.Ho utilizzato due amplificatori identici, uno per i canali frontali e uno per i canali posteriori, quindi ho utilizzato 4.0 canali dei 5.1 disponibili. Sui canali frontali sono state collegate le Bose Model 141 e sui posteriori ho collegato 2 diffusori Scythe SCBKS-1100 Kro Craft Speaker Rev. B (presi in prestito  dall’HT). Mi rendo conto di aver violato la regola dei 4 diffusori identici su un impianto quadrifonico, ma non avevo voglia di smontare le Scythe posteriori dell’HT … fate finta di niente, grazie. 😉 Ho fatto i collegamenti usando connettori “banana”, anche per velocità operativa degli esperimenti.Ho inoltre controllato che il software fosse settato in modo corretto per una riproduzione quadrifonica.

Ho settato il Foobar2000 in modo che vedesse la scheda esterna e ho cominciato a fare prove d’ascolto.Mi rendo conto che la posizione dei diffusori non sia corretta, ma, per una prova al volo come questa, ci accontentiamo. La cosa comoda di questi amplificatori è la visualizzazione del livello del volume sul display, per cui ho regolato entrambi allo stesso volume. Il volume generale può essere regolato dal PC via software, anche se alcuni suggeriscono di lasciare sempre il volume del PC al massimo per non “toccare” il segnale digitale originale. Al di là di questi aspetti, il sistema ha funzionato bene, al punto che sto pensando di realizzare un impianto quadrifonico fisso alla scrivania in merito al quale relazionerò in un prossimo prevedibile scritto. In poche parole, se vorrò ascoltare in stereofonia dal PC accenderò un amplificatore e se, diversamente, vorrò ascoltare in quadrifonia, ne accenderò 2. Come è possibile vedere la quadrifonia è alla portata di tutti. Buon lavoro! 😉

P.S.: per chi fosse interessato a vedere l’interno di questo amplificatore allego un po’ di fotografie.

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